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CLOUD - Le aziende di Cloud Computing saranno le Utility di domani?

<p style="margin-top: 3px;font-family:-apple-system, BlinkMacSystemFont, Segoe UI, Roboto, Helvetica, Arial, sans-serif, Apple Color Emoji, Segoe UI Emoji, Segoe UI Symbol; font-size: 13px">Nel mercato azionario di un Paese sono poche le distinzioni
La struttura informatica si smaterializza e diventa un servizio: c'è un giro d'affari da centinaia di miliardi di dollari da seguire...

Nel mercato azionario di un Paese sono poche le distinzioni così nette come quella che separa un’azienda del settore Utility da una del settore Tecnologico. Anche già solo in termini di performance la differenza emerge con chiarezza. Negli Stati Uniti, per fare un esempio particolarmente significativo, negli ultimi dieci anni circa:

+ L’indice S&P 500 Information Technology ha reso il 374,59%, vale a dire circa il 16,8% all’anno.
+ L’indice S&P 500 Utilities ha reso il 185,88%, vale a dire circa l’11,1% all’anno.

Le Utility sono note per la loro crescita bassa e costante, in grado di ammortizzare un portafoglio durante una fase economica di ribasso, ma che non ci si aspetta riportino performance straordinarie durante un’espansione.

Le società Tecnologiche si identificano invece con storie di crescita dirompente, proprio per questo più volatile, ma che hanno anche ottenuto performance molto forti nel corso dell’ultimo decennio.

Le aziende che offrono soluzioni Cloud possono essere legittimamente considerate come le future Utility, ovvero le aziende che forniranno servizi di prima necessità (come le utility), sviluppate però con implicazioni tecnologiche all'avanguardia.

Ad esempio, il primo iPhone è entrato in commercio solo il 29 giugno del 2007, e questo ci dice che le applicazioni dominate da iOS o Android sono onnipresenti soltanto da dodici anni, ma oggi qualcuno potrebbe immaginare di vivere senza?

Prima della fine degli anni novanta del secolo scorso parlare di “cloud” sarebbe stato un esercizio puramente teorico. Salesforce, per esempio, una delle prime realtà del settore, è stata lanciata solo nel 1999. Eppure rispetto a quella data le modalità con cui persone e aziende interagiscono con la tecnologia si sono evolute considerevolmente. 

Ma cosa fanno realmente e dove operano le società che offrono soluzioni Cloud?

Il BVP Nasdaq Emerging Cloud Index comprende una ampia gamma diversificata di aziende di cloud computing che possiamo raggruppare nelle seguenti categorie:

+ Istruzione o formazione
+ Sviluppo software
+ Operazioni aziendali, incluse buste paga e risorse umane
+ Riepilogo o visualizzazione dati
+ Comunicazione, servizio clienti o fidelizzazione del cliente
+ Facilitazione collaborazione o lavoro di squadra
+ Sicurezza informatica
+ Servizi finanziari o di pagamento

Per questioni di spazio, ci limitiamo a una breve riflessione sulla prima categoria, "Istruzione o formazione". Ebbene, nell’Indice BVP Nasdaq Emerging Cloud Index ci sono tre aziende che rientrano in questo campo di azione: 2U [TWOU.O], PluralSight [PS.O] e Instructure [INST.N]. E’ chiaro che il settore dell’istruzione sta attraversando una fase di grandi stravolgimenti, in cui le modalità tramite le quali gli studenti si relazionano con gli educatori devono necessariamente andare oltre agli approcci tradizionali basati esclusivamente sulla presenza fisica in classe. PluralSight spicca in questa categoria per una ragione diversa: spesso sentiamo parlare di come la forza-lavoro odierna debba essere nuovamente formata per rispondere alle esigenze dei posti di lavoro disponibili. PluralSight è una piattaforma che facilita questo processo. Più in generale, emerge che c’è sempre un’esigenza formativa da soddisfare. Nella misura in cui queste piattaforme offrono un’opzione a costi ragionevoli, si ipotizza un grado inferiore di sensibilità economica, come se durante una recessione fossero scarse le probabilità di ritiri massicci. 

L’investitore italiano interessato a investire con questa prospettiva ha a disposizione un ETF che replica il BVP Nasdaq Emerging Cloud, indice nel quale sono inserite 50 società legate a questo trend. 

WisdomTree Cloud Computing Ucits (Usd)
Isin: IE00BJGWQN72 
[WCLD.MI]

E' quotato in borsa da inizio ottobre 2019. L'indice di riferimento ha guadagnato il +35% negli ultimi 12 mesi, il +83% negli ultimi due anni; 
Valuta di denominazione Dollaro Usa;
Commissioni totali annue 0,40%;
Non distribuisce dividendi; 
Il 96% delle aziende che compongono l'ETF è statunitense.   

I componenti dell'indice sono cinquanta: 15 Large cap, 27 Mid Caps, 8 Small cap. Tra i nomi noti ci sono PayPal [PYPL.O], SalesForce [CRM.O], Atlassian [TEAM.O] e Twilio [TWLO.O]. Tra le medie e le piccole, ci sono nomi poco noti che nel giro di pochi anni potrebbero prendere il posto dei soliti noti, visti i tassi di crescita con i quali stanno espandendo l’attività. 

Dato l'elevato tasso di crescita del settore, i multipli fondamentali sono molto sopra la media: Price/Earnings medio 52 volte; Price/Book Value 8,2 volte; Price/Vendite 7 volte.

 

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