Strategie Certificates

CERTIFICATE - Rendimento del 33% con il Bonus Cap su Bper Banca

L’andamento della Borsa di Milano in aprile, salita dello 0,5% grazie al recupero nella seconda parte del mese, è uno dei motivi che ci spinge a mantenere un atteggiamento di moderata fiducia sul listino italiano.<BR>Il contesto politico ci preoccupa
Se nei prossimi sette mesi l'azione della banca emiliana non scenderà mai fino a toccare la barriera a 3,87 euro (-22,3% dai prezzi attuali), a fine anno si guadagna il 20%. Vale la pena uscire (con profitto) da un altro Bonus Cap presentato un mese fa con il medesimo sottostante...

L’andamento della Borsa di Milano in aprile, salita dello 0,5% grazie al recupero nella seconda parte del mese, è uno dei motivi che ci spinge a mantenere un atteggiamento di moderata fiducia sul listino italiano.
Il contesto politico ci preoccupa sempre meno, soprattutto dopo l’esito delle primarie del PD,  e il risultato del primo turno delle presidenziali in Francia. Il pericolo di una disgregazione della zona euro, per effetto dell’arrivo al governo di forze apertamente ostili all’Unione europea, ci pare oggi in discesa. Semmai, ci preoccupano gli effetti potenzialmente negativo che l’apprezzamento della valuta possono avere per gli esportatori ed i gruppi più internazionali.
Anche l'accordo tra la Grecia ed i suoi creditori aiuta a tenere basso il rischio di nuove grane con Atene. 

Dalla stagione delle trimestrali ci aspettiamo pochi risultati negativi, pensiamo che parecchie società alzeranno le stime sul 2017.

Per effetto del rialzo messo a segno da inizio anno ad oggi, le valutazioni medie della Borsa di Milano non sono particolarmente a buon mercato, per questo bisogna saper selezionare con attenzione.

Le banche sono uno dei settori con multipli ancora molto bassi, nonostante le prospettive di risalita siano migliorate molto negli ultimi anni.
Tra le nostre preferite, anche in vista della presentazione dei dati del primo trimestre in agenda per il 9 maggio, c’è BPER Banca [EMII.MI], da noi scelta circa un mese fa come sottostante di un certificate. L’investimento sul Bonus Cap Certificate consigliato il 10 aprile è andato bene: il derivato a codice Isin DE000HV4B5G6 emesso da Unicredit è passato da 105,3 euro agli attuali  108,4 euro. Visto il guadagno accumulato in poco tempo, e visto che in questo periodo siamo diventati leggermente più ottimisti sul listino italiano, ci sentiamo di suggerire la seguente strategia:

STRATEGIA
 - Vendere con profitto il certificate DE000HV4B5G6 e comprare un altro Bonus Cap, emesso sempre da Unicredit  sullo stesso sottostante, ma con prospettive di guadagno molto più ampie: il derivato a codice Isin DE000HV4B2Q2  [DEHV4B2Q.MI].
 
Caratteristiche del certificate.
Scadenza: 15 dicembre 2017.
Barriera continua: 3,87 euro.  
Bonus: 124,5 euro.
Strike: 5,16 euro.
Prezzo al 2 maggio 2016: 104,2 euro. 
 
Se BPER Banca, da qui alla scadenza del prossimo 15 dicembre  non scenderà mai fino a toccare la barriera, ovvero, se non perderà più del 22,3% dai prezzi attuali, l’investimento si chiuderà con un guadagno del 20%, pari ad un rendimento annualizzato del 33%.
 
Al contrario, se il sottostante dovesse toccare la barriera, anche in una sola seduta, si perde il bonus e il rimborso finale dipenderà dal prezzo di chiusura di BPER Banca alla scadenza.
Il rimborso sarà proporzionale alla distanza fra il prezzo di chiusura del 15 dicembre e lo strike (5,16 euro). Ipotizzando un prezzo di chiusura di 4,0 euro (-22,4% dallo strike), il rimborso sarà di 77,6 euro.
 
Non ci aspettiamo  che da qui a fine anno possa verificarsi una simile correzione. Le ragioni fondamentali non sono tanto diverse, l’indice di solidità patrimoniale Common Equity Tier 1 al 13,8% è uno dei temi valutativi che più ci convince.   
Entro l’estate, l’istituto di credito con sede a Modena presenterà il nuovo piano industriale. I crediti in sofferenza sono destinati  a scendere in modo graduale e senza traumi, sotto al 20% di tutti i crediti erogati. Negli ultimi tre anni il management ha dimostrato una forte capacità di migliorare i margini, tagliare i costi e ridurre l’esposizione verso i crediti a rischio. Il risultato è un  Rote (ritorno sul tangible equity) atteso nel 2018 al 6%.
 
In più, ci sono le prospettive di un incremento della quota da parte di Unipol, attualmente primo socio con il 5,01%. Sui giornali, stamattina si parla proprio di questo. Nel corso dell’ultima assemblea, i dirigenti del gruppo assicurativo bolognese non hanno detto nulla di preciso su questa possibilità, ma hanno aggiunto che una eventuale salita fino al 10% non ha bisogno di alcuna autorizzazione da parte della Banca d’Italia. In più, sono arrivati indicazioni sul piano di scorporo, con successiva valorizzazione, di Unipol Banca: più volte si è parlato in passato della possibilità di un’aggregazione tra BPER Banca ed Unipol Banca.