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CERTIFICATE - Rendimento del 13% con il Bonus cap su Telecom Italia

In poco più di un mese Telecom Italia [TLIT.MI] ha messo a segno una buona performance guadagnando il 10,2% da fine febbraio a oggi. A spingere le quotazione del gruppo telefonico sono i conti. Finite le speculazioni  sul possibile ingresso di nuovi
Il prodotto di Unicredit vale oggi 113,3 euro e verrà rimborsato a metà dicembre a 123,5 euro (+8,7% in otto mesi, rendimento del 13% su base annuale). Barriera continua a 0,5818 euro (-28% dal prezzo di oggi). I conti 2016 del gruppo hanno segnato un netto miglioramento e le prospettive...

In poco più di un mese Telecom Italia [TLIT.MI] ha messo a segno una buona performance guadagnando il 10,2% da fine febbraio a oggi. A spingere le quotazione del gruppo telefonico sono i conti. Finite le speculazioni  sul possibile ingresso di nuovi soci (in primis la francese Orange), o sull'eventuale coinvolgimento della società delle tlc nella vicenda Mediaset-Vivendi, il  gruppo ha comunicato una buona trimestrale.

L’a.d. Flavio Cattaneo aveva promesso un importante taglio dei costi con margini in aumento nonostante la debolezza dei ricavi, e la promessa è stata mantenuta.
 
Telecom Italia [TLIT.MI] ha archiviato il 2016 con un utile netto pari a 1,8 miliardi (21% meglio delle attese sul quarto trimestre grazie a una minore aliquota fiscale). I ricavi 2016 ammontano a 19,025 miliardi di euro, in calo del 3,5% (-694 milioni di euro) rispetto all'esercizio 2015.

In termini organici l'Ebitda evidenzia una variazione positiva di 1.057 milioni (+15,2%) rispetto al 2015 con un'incidenza sui ricavi in aumento di 6,5 punti percentuali.

L'indebitamento finanziario netto rettificato ammontava a 25,1 miliardi al 31 dicembre 2016, in calo di 2,1 miliardi rispetto al 31 dicembre 2015 (27,2 miliardi).  Il management ha confermato gli obiettivi per il 2017 previsti dal piano industriale.

Al contempo il gruppo ha annunciato un nuovo piano di investimenti per anticipare i target di copertura del Paese con la fibra: il 95% della popolazione sarà connessa entro il primo semestre 2018, anziché entro la fine del 2019 come precedentemente indicato.

Il progetto sarà realizzato da una NewCo controllata da un partner finanziario in fase di individuazione.

Un’ottima via per puntare sul titolo, dribblando la volatilità attesa dopo la buona performance, è rappresentata dal certificate Bonus Cap emesso da Unicredit con codice Isin DE000HV4BGM7 [DEHV4BMG.MI].

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Il derivato passa di mano a 113,3 euro e verrà rimborsato a metà dicembre al prezzo di 123,5 euro a condizione che durante la vita del prodotto (da qui alla data di valutazione finale, 11 dicembre 2017),  la quotazione di Borsa di Telecom Italia non scenda mai  fino a toccare la barriera, posta a 0,5818 euro, vale a dire il 28% sotto le attuali quotazioni (0,8135 euro). 

Il rendimento è pari al 8,7% in poco più di otto mesi, che annualizzato corrisponde al 13%. 
 
L’unico scenario negativo lo avremo se Telecom Italia toccherà la barriera prima della data di valutazione finale. In questo caso il certificate verrà ritirato a 100 euro meno la distanza percentuale tra lo strike, posto a 0,895  euro, e il valore del titolo alla data di valutazione. Per fare un esempio: se Telecom Italia dovesse trovarsi appena sotto la barriera, il certificate verrebbe ritirato a poco meno 65 euro. 
 
Su  Telecom Italia abbiamo una raccomandazione INTERESSANTE, target price 1,23 euro.   I conti  del 2016 sono stati migliori delle attese soprattutto a livello di utile netto e il progetto annunciato sulla fibra è una notizia positiva che mostra la reazione del gruppo alla minaccia di  Enel, che attraverso Open Fiber è avviata a prendere le sovvenzioni pubbliche delle gare Infratel. 
 
Su  37 analisti censiti da Bloomberg prevale l'ottimismo: 22 consigliano di acquistare il titolo e 12 di tenerlo in portafoglio, il restante di venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 1,01 euro  

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