Strategie Certificates

CERTIFICATE - Puntare sulla crescita dell'Italia con un Express che rende il 20%

L'accelerazione del Pil italiano nel primo trimestre 2017, cresciuto dell'1,2%  sullo stesso periodo del 2016,  segnala la fine dell’era della stagnazione.  Grazie soprattutto alla spinta delle scorte, il periodo gennaio/ marzo 2017 si è chiuso con u
Il prodotto di Unicredit ha come sottostante l'FtseMib. La prima scadenza è il 21 dicembre 2017: se a quella data sarà sopra quota 21.099 punti (oggi è a 20.740), sarà ritirato a 117 euro (oggi vale 104). Altrimenti si punta alla scadenza finale a dicembre 2018 con ritiro a 125,5 euro...

L'accelerazione del Pil italiano nel primo trimestre 2017, cresciuto dell'1,2%  sullo stesso periodo del 2016,  segnala la fine dell’era della stagnazione.  Grazie soprattutto alla spinta delle scorte, il periodo gennaio/ marzo 2017 si è chiuso con un incremento molto più forte di quanto comunicato alla prima lettura, che aveva indicato +0,8%.

Gli economisti non si aspettavano queste buone notizie: stimavano in media  una conferma del +0,8%. A questo punto la variazioni acquisita per il 2017 è pari a +0,9%, un dato che si confronta con stime sul Pil dell’intero anno intorno a +1%. 

Tra gli strumenti che l’investitore ha a disposizione per puntare sulla ripartenza del Pil dell’Italia ci  sembra interessante l’Express Certificate di Unicredit a codice Isin DE000HV4A4B1 [DEHV4A4B.MI].

Questo prodotto è stato emesso alla fine di novembre 2015 a 100 euro, oggi si compra a 104 euro. Il sottostante è l’indice FtseMib di Piazza Affari, che oggi vale 20.740 punti.


Un quadro macroeconomico più florido dovrebbe garantire una maggiore stabilità alla Borsa di Milano, minacciata da qui a fine anno dall’aumento del rischio di instabilità politica. 

Caratteristiche dell'Express Cetificate. 
Scadenza finale: 21.12.2018 (ultimo giorno di negoziazione 18.12.2018) 
Strike: 21.099 punti. 
Barriera: 15.824 punti. 
Data di osservazione intermedia: 21.12.2017 
Valore di rimborso anticipato: 117 euro. 
Valore di rimborso alla scadenza: 125,5 euro. 
Quotazione odierna del certificate: 104 euro.

Se al 21 dicembre di quest'anno,  data di osservazione intermedia, l’indice Ftse Mib sarà sopra lo strike (distante mezzo punto percentuale dai valori di oggi), il certificate verrà ritirato in anticipo e rimborsato a 117 euro: ai prezzi di oggi il guadagno sarebbe del 12%, il rendimento annualizzato del 20,6%.

Se queste condizioni non si verificheranno, il certificate proseguirà nella sua vita.

Ipotesi alla scadenza finale.
1) Alla scadenza finale, con l’indice Ftse Mib sopra la strike, il rimborso sarà 125,5 euro, che corrisponderebbe per chi acquista oggi il prodotto a un guadagno del 20% circa in un anno e mezzo.

2) Se il sottostante sarà sotto lo strike ma sopra la barriera, si verrà rimborsati con 100 euro.

3) Se il sottostante sarà sotto la barriera, il rimborso sarà determinato in  funzione del valore del sottostante: ipotizzando l'indice FtseMib a 18.000 punti, si riceverebbero 85,3 euro. 

Con l’Express Certificate  DE000HV4A4B1 si possono ottenere buoni rendimenti senza esporsi ad alti livelli di rischio: la barriera dista il 24,6%.

Il dato sulla crescita del Pil italiano nel primo trimestre è un evento che rende più probabile un andamento neutro-positivo della Borsa di Milano nel prossimo anno e mezzo. 

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Nonostante la discesa delle ultime due settimane, l’indice FtseMib ha chiuso maggio con un bilancio positivo: +0,6%. Da inizio anno il rialzo è dell’8,8%.

A metà del mese scorso, l’indice benchmark ha toccato il massimo da luglio del 2015, nelle ultime due settimane ha perso il 4%, soprattutto a causa della crisi di governo strisciante. L’accordo sulla legge elettorale raggiunto in questi giorni, apre la via ad elezioni anticipate, da tenere già all’inizio dell’autunno.  Il voto prima della scadenza naturale del governo ha messo in allarme i mercati, spaventati dall’instabilità e dagli esiti della consultazione.  

Anche se i prossimi mesi potrebbero essere condizionati dalle vicende politiche, il miglioramento del quadro economico rende meno urgenti le manovre di aggiustamento dei conti pubblici e gli interventi a sostegno delle banche a rischio di fallimento. L’accordo sul salvataggio del Monte Paschi raggiunto al termine della settimana scorsa  tra la Commissione europea e il  ministero dell’Economia e delle finanze, raffredda un fronte sempre  caldo in Italia, quello delle banche.

Ci sentiamo di segnalare questo strumento in quanto ci aspettiamo ancora un forte supporto all'economia da parte della  banca centrale: le recenti dichiarazioni di Draghi, insieme ai dati sull’inflazione, allontanano la possibilità di brusche cambiamenti nella politica monetaria.

In più, i risultati del primo trimestre delle principali società italiane quotate sono stati molto buoni, nel 60% dei casi sono stati sopra le stime del consensus. 

Con un’Italia meno immobile, Piazza Affari dovrebbe essere in grado di intercettare una parte della liquidità in arrivo sull’Europa, diventata l’area geografica preferita da grandi e grandissimi investitori. 

Per effetto della vittoria di Macron in Francia, un fiume di denaro ha preso la via dell’Europa, siamo alla decima settimana consecutiva di afflussi sull’azionario europeo, ben oltre i 15 miliardi di euro da inizio anno. Negli Stati Uniti invece, non si fermano i deflussi.