Strategie Certificates

CERTIFICATE - Occasione in Germania: il Bonus Cap su Hugo Boss rende il 15%

Con il Bonus Cap a codice Isin <B>DE000HV4CAQ9</B> [DEHV4CAQ.MI] si può investire sul rilancio di Hugo Boss, storico marchio tedesco dell’abbigliamento: la società  fondata nel 1924 a Betzingen, nei pressi di Stoccarda, sta portando a termine una ric
Lo storico marchio tedesco dell’abbigliamento formale si sta reinventando, oggi è a metà dell'opera. Invece che sull'azione, si può puntare sul certificate a codice ISIN DE000HV4CAQ9: la barriera è di tipo continuo, dista circa il 23% dai prezzi attuali ...

Con il Bonus Cap a codice Isin DE000HV4CAQ9 [DEHV4CAQ.MI] si può investire sul rilancio di Hugo Boss, storico marchio tedesco dell’abbigliamento: la società  fondata nel 1924 a Betzingen, nei pressi di Stoccarda, sta portando a termine una riconversione industriale che rappresenta una vera e propria traversata del deserto. Mark Langer, l’ex direttore finanziario promosso alla carica di amministratore delegato HugoBoss_0.jpgesattamente un anno fa, ha cambiato strategia: meno abiti formali per l’uomo d’affari e più capi casual, stop all’espansione del canale retail e grandissima attenzione ai costi.
 
I dati del primo trimestre 2017 mostrano che il nuovo modello di business sta cominciando dare i primi frutti, anche se la ristrutturazione si può in questo momento considerare un lavoro neanche a metà. Chi si aspetta nel prossimo anno il completamento dell’opera, può investire sul titolo, quotato alla Borsa di Francoforte. Chi preferisce una via più prudente, magari perché vede qualche intoppo sulla via della crescita della redditività, ha a disposizione da qualche giorno il certificate emesso da Unicredit.
 
CARATTERISTICHE DEL CERTIFICATE
- Bonus 116,5%
- Strike 69,38 euro  
- Barriera 52,03 euro (-23% dai prezzi attuali)
- Scadenza 15 giugno 2018

Se nell'arco di vita del certificate il sottostante (l'azione Hugo Boss)  non scenderà mai fino a toccare la barriera, alla scadenza l'investitore incasserà  116,5 euro. Al prezzo di acquisto di oggi, pari a  99,6 euro, il guadagno potenziale è del 16,9%, pari ad un rendimento su base annua  del 15,6%.

Nel caso di evento barriera, il bonus non viene pagato, il derivato si trasforma in un replicante dell'azione Hugo Boss e il rimborso finale sarà in funzione del prezzo di chiusura  del titolo dell’ultimo giorno di negoziazione (12 giugno 2018). Ipotizzando un prezzo di chiusura di 52 euro, l'investitore otterrà un rimborso di 74,4 euro per certificate.
 
In Borsa Hugo Boss guadagna da inizio anno il 20%. Al prezzo di oggi, 67,9 euro, la capitalizzazione è tornata a sfiorare i 5 miliardi di euro, dopo la perdita del 24,5% del 2016. L’anno scorso è stato l’anno del disastroso profit warning e dal cambio della guida operativa, con il licenziamento di Claus Dietrich Lahrs e l’arrivo di Langer.

Il nuovo ceo  ha messo al centro dell’attenzione la disciplina sui costi, una svolta radicale rispetto alla linea d’azione del suo predecessore. Il nuovo corso prevede anche un approccio diverso con gli investitori, meno enfasi sugli obiettivi di lungo periodo e grande prudenza nell’indicare gli obiettivi. Langer sta ottenendo sempre più credito tra gli analisti proprio su questo aspetto: da quando c’è lui, Hugo Boss cresce meno ma raggiunge gli obiettivi.

La famiglia Marzotto, diventata il primo socio con il 10% dopo l’uscita del fondo di private equity Permira, appoggia e sostiene l'azione del management.
 
Nei primi tre mesi del 2017 Hugo Boss è arrivata a 651 milioni di euro di ricavi, con una  crescita dell’1% a parità di perimetro e a cambi costanti. Nel quarto trimestre 2016 le vendite erano scese dell’1% a perimetro costante. L’incremento del giro d’affari è dovuto soprattutto all’area accessori, in particolare profumi e gioielli, mentre i negozi a marchio proprio hanno registrato un calo del 3% anno su anno. 

 L’Ebitda rettificato è cresciuto del 4% anno su anno a 97 milioni di euro, meglio delle aspettative del consensus e dei target forniti dalla società. Dietro al miglioramento c’è una diversa gestione delle leve del marketing: sconti e promozioni sono stati utilizzati il meno possibile.

La mano di Langer si è vista sugli investimenti, scesi del 40% anno su anno a 23 milioni di euro. Il debito è sceso di 4 milioni di euro, a 109 milioni, dai livelli di fine 2016.

Nella conference call con gli analisti  in cui ha illustrato i risultati del primo trimestre, il management ha affermato che il secondo trimestre è partito bene e che il 2017 si chiuderà in linea con gli obiettivi forniti nell’Investor Day dello scorso novembre. A fine anno l’Ebitda dovrebbe essere intorno a 430 milioni di euro. Ma gli analisti considerano molto cauta questa indicazione e per il 2017 stimano mediamente un risultato superiore al mezzo miliardo di euro. Nella seconda parte dell’anno fiscale, si vedranno gli effetti della collezione autunno inverno, che sarà nelle vetrine da agosto.


 




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