Strategie Certificates

CERTIFICATE - Occasione d'acquisto per il Top Bonus su Saras

La recente correzione, provocata dai brutti risultati del secondo trimestre, ha portato Saras qualche giorno fa su prezzi che non si vedevano da aprile.<br /><br />La perdita di circa il 15% non è secondo noi un’occasione d’acquisto, in quanto le previsi
Con lo strumento a codice Isin DE000HV4B9A1 si punta ad un rendimento potenziale del 9,4%: la scadenza è 15 giugno 2018. La barriera è distante il 20% dai prezzi attuali, entra in azione solo l'ultimo giorno. Nonostante la recente correzione, il titolo non è appetibile...

La recente correzione, provocata dai brutti risultati del secondo trimestre, ha portato Saras qualche giorno fa su prezzi che non si vedevano da aprile.

La perdita di circa il 15% non è secondo noi un’occasione d’acquisto, in quanto le previsioni del raffinatore sulla seconda parte dell’anno, sconsigliano in questo momento un investimento. Il target price medio espresso dai 13 analisti che coprono la società, è sceso repentinamente, oggi è 2,05 euro, l’11% in meno del valore precedente la pubblicazione dei risultati.  
Ci pare invece meritevole di considerazione il certificate a codice DE000HV4B9A1 [DEHV4B9A.MI], acquistabile oggi a 103,4 euro: se il 12 giugno dell’anno prossimo Saras sarà sopra quota 1,491 euro, distante il 20% dal prezzo attuale, il Top Bonus emesso da Unicredit sarà rimborsato a 112,5 euro. Il rendimento potenziale è del 9,4%, il ritorno annualizzato supera l’11,5%.
Se il sottostante, alla scadenza, dovesse essere sotto la barriera, si va incontro ad una decurtazione del capitale. Ipotizzando che Saras sia a 1,40 euro, si incassano 75,2 euro. Lo strike è 1,864 euro.
Noi non ci aspettiamo che nel medio-lungo periodo il titolo scenda così tanto, anche se abbiamo di recente abbassato raccomandazione e target price, restiamo parecchio sopra la barriera.
Siamo più propensi a pensare che nei prossimi 8-12 mesi, Saras si muoverà intorno a quota 2 euro, per questa ragione, un investimento ben protetto  potrebbe dare più soddisfazioni dell’acquisto del titolo.
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Saras ha registrato nel secondo trimestre un calo dell’Ebitda rettificato del 15% anno su anno a 128,5 milioni di euro, un risultato del tutto inatteso: il consensus si aspettava 150 milioni di euro. Ad andare meno bene del previsto è stata l’attività principale, quella della raffinazione, mentre dalla produzione elettrica e dal marketing non sono arrivate brutte sorprese.
 
L’impianto di trattamento del greggio di Sarroch, vicino a Cagliari, ha lavorato più del trimestre precedente, ma meno del previsto. Inoltre il margine di raffinazione medio è stato solo di 6,1 dollari il barile, quasi un dollaro meno delle aspettative. La società ha spiegato che in questo contesto di mercato, caratterizzato da quotazioni dell’olio combustibile molto alte, sono favorite gli impianti di raffinazione più semplici, quelli a basso livello di complessità ed alta resa in distillati pesanti. Gli impianti più polivalenti come quello di Sarroch, pur lavorando con un margine industriale più alto della media, diventano meno redditizi. Le condizioni di mercato non sono destinate a mutare nel breve periodo, infatti la società ha rivisto al ribasso le stime sul premio del proprio margine di raffinazione, rispetto al margine medio di riferimento per l’area del Mar Mediterraneo.
 
Fin qui le ragioni che ci tengono lontano dall’investimento sul titolo, ora le motivazioni della nostra preferenza per il certificate. In Borsa Saras tratta a multipli molto bassi: ai prezzi attuali il multiplo Ev/Ebitda per è 3,8 per il 2017 e 4 per il 2018. Le società europee della raffinazione trattano 6 volte il 2017 e 6,1 volte il 2018. L’ampia sottovalutazione è solo in parte motivata dal fatto che la metà dell’Ebitda non arrivi direttamente dalla raffinazione ma sia generata dalla produzione di energia elettrica prodotta con gli scarti delle lavorazioni. Difficile che in un quadro di mercato non troppo favorevole, il mercato decida che è arrivato il momento di applicare multipli più alti, ma ci sembra altrettanto poco probabile una ulteriore discesa delle valutazioni, soprattutto con l’economia italiana in forte ripresa. La debolezza del dollaro, un’altra delle zavorre di Saras, potrebbe essere solo temporanea, visto che noi ci aspettiamo da qui a fine anno una inversione di tendenza, con una progressiva perdita di valore della valuta unica.