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CERTIFICATE - Investire su StM? Solo se ci sono le condizioni

Il dollaro forte è un grande aiuto per StM [STM.MI], visto che nove decimi dei ricavi del primo produttore di chip dell’Europa  sono nella valuta statunitense, un apprezzamento del 5% del biglietto verde porta all’incirca ad un incremento dell’utile
Il titolo del primo produttore di chip europeo si è quadruplicato negli ultimi due anni, arrivando a multipli poco giustificabili. Chi riflette anche sulle valutazioni, secondo noi esagerate, ha a disposizione il Cash Collect autocollable a codice Isin DE000HV40RE8...

Il dollaro forte è un grande aiuto per StM [STM.MI], visto che nove decimi dei ricavi del primo produttore di chip dell’Europa  sono nella valuta statunitense, un apprezzamento del 5% del biglietto verde porta all’incirca ad un incremento dell’utile del 10%.

StM è la blue chip italiana più sensibile al cambio, infatti, non è un caso che a fronte del +3% messo a segno dal dollaro nei confronti dell’euro nelle ultime quattro settimane, il titolo abbia risposto con un rialzo dell’8%.

StM.mems.generico.jpgQuesto regalo inaspettato, arrivato con le fluttuazioni delle valute,  è solo l’ultima delle buone notizie: da mesi il contesto di mercato è più che positivo.  Anche in marzo le vendite globali di chip sono andate alla grande, + 20% anno su anno a 37 miliardi di dollari, di pochissimo sotto la crescita registrata in febbraio (+21%), nonostante una base di comparazione molto sfavorevole.

Le vendite globali di chip sono al ventesimo mese consecutivo di crescita, ma in questo stesso periodo, StM ha quasi triplicato la capitalizzazione, arrivando a livelli che incorporano secondo noi pienamente un ulteriore periodo di abbondanza. Anzi, ai prezzi attuali (18,85 euro), StM è arrivata a livelli di sopravvalutazione poco comprensibili. Sulle nostre stime, il multiplo Ev/Ebit 2018 a cui tratta, è 13 volte, il 10% più caro della media del settore.

Anche se le comunicazioni del trimestre, arrivate alla fine del mese scorso, sono state più che confortanti, abbiamo confermato la nostra raccomandazione Neutrale, in quanto i prezzi attuali non lasciano spazio ad un ulteriore importante apprezzamento, anzi, se arrivassero conferme del rallentamento delle vendite degli iPhone in Cina, tutta l’industria dei chip potrebbe perdere spinta e ripiegare.

In questo quadro di luci ed ombre, si potrebbe prendere una posizione prudente su StM, attraverso il Cash Collect Autocallable  a codice Isin DE000HV40RE8 [DE000HV40RE8.TX]. Questo strumento, acquistabile oggi a 103,4 euro, distribuisce nel corso dell’anno tre coupon incondizionati da 2,5 euro ciascuno, qualunque sia il prezzo del sottostante: il 21 giugno, il 27 settembre ed il 20 dicembre. A partire dall’ultimo mese di quest’anno, scatta anche la possibilità del rimborso anticipato, se il 13 dicembre, StM è sopra lo strike, pari a 17,645 euro, il Cash Collect viene liquidato a 100 euro: l’investire incassa complessivamente 102,5 euro.

Con l’arrivo del 2019, il coupon diventa condizionato.
Se alla data di osservazione del 14 marzo 2019 il sottostante è sopra la barriera, posta a 13,2338 euro (-30% dai prezzi attuali), si incassano 2,5 euro di coupon.
Se Stm è sopra lo strike, scatta il rimborso, se è sotto la barriera, il certificate non paga il coupon e passa alla data di osservazione successiva, il 20 giugno ed il 19 settembre.

Alla scadenza, se StM è sopra la barriera si ricevono 100 euro più l’ultimo coupon. Se il sottostante dovesse essere sotto la barriera, per esempio a 13 euro, la cedola non viene pagata, il rimborso, in questo caso, sarebbe 73,7 euro. Ai prezzi attuali, l’investimento si potrebbe chiudere con un guadagno del 14,5%, rendimento poco sopra il 7%

I dati del primo trimestre 2018 sono stati buoni, tali da scoraggiare chi pensa sia il momento di puntare sul ribasso del titolo. Ricavi a 2,22 miliardi di dollari,  in crescita del 22% rispetto allo stesso periodo di un anno fa e in calo del 10% sul trimestre precedente. Margine lordo a 39,9%, leggermente sopra le nostre stime (39,5%) e quelle del consensus (39,4%). Ebit rettificato a 290 milioni di dollari (+116% sullo stesso periodo di un anno fa). La società stima di chiudere il secondo trimestre con ricavi a 2,26 miliardi, margine operativo al 40%.
Riteniamo che il mercato non stia valutando correttamente i punti deboli della società, per esempio la redditività strutturalmente più bassa di quella dei concorrenti.


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