Strategie Certificates

CERTIFICATE - Il Worst of sull'Italia, punta al 30% di ritorno

Wall Street ogni settimana prova ad aggiornare i massimi storici. Le Borse europee a novembre sembrano aver ripreso fiato dopo la lunga corsa. I dati macroeconomici sono meglio delle aspettative, soprattutto in Europa, con il Pil c he corre anche nei
Lo strumento a codice ISIN DE000HV40AR6 viene rimborsato a 128,5 euro se Eni, Intesa e Fiat Chrysler, i tre sottostanti, non toccheranno le barriere, ovvero, perderanno tra il 25,7% e il 28,8% del loro valore...

Wall Street ogni settimana prova ad aggiornare i massimi storici. Le Borse europee a novembre sembrano aver ripreso fiato dopo la lunga corsa. I dati macroeconomici sono meglio delle aspettative, soprattutto in Europa, con il Pil c he corre anche nei Paesi periferici. L’Italia dovrebbe chiudere con un +1,8%, siamo partiti con aspettative anche sotto l’1,2%.

Ottimo anche il sostegno della Bce e di Mario Draghi che ha assicurato una politica monetaria espansiva per altri 9 mesi da gennaio a settembre 2018 con acquisti che passano dai 60 ai 30 miliardi di euro al mese.

Ma a gettare un po’ di ombre sui mercati è la politica. Angela Merkel in Germania sta trovando  più di una difficoltà nel formare un governo. Berlino potrebbe passare il capodanno senza un governo. Viene meno la solidità tedesca a cui erano abituati i mercati: la Germania si scopre fragile come le altre potenze europee, vedi i sei mesi dell’Olanda per formare un governo. Per la Spagna ci vollero 300 giorni e per il Belgio un anno. All’Italia toccherà il prossimo anno e le premesse non sono delle migliori anche se, anche le attese non sono alte.

Di fronte a questo scenario con dati macro positivi ma alcune incertezze all’orizzonte ci sembra interessante approcciare il mercato con un certificate che grazie alle barriere protegge in parte il nostro investimento.
Oggi analizziamo il Worst of emesso da Unicredit a codice Isin DE000HV40AR6 [DEHV40AR.MI] e sottostante tre blue chips italiane: Eni, Intesa, Fiat Chrysler.

Le barriere sono distanti circa il 25-30% dagli attuali prezzi di mercato. In particolare per Eni la barriera è fissata a 9,821 euro ovvero pari a un calo del 28,8% del titolo. Lo strike è fissato a 14,03 euro, poco sopra le attuali quotazioni.

Per Fca la barriera è pari a 10,577 euro, il 27,7% sotto le attuali quotazioni,  lo strike è a 15,11 euro.

Per Intesa San Paolo la barriera è a 2,058 euro, il 25,7% sotto le attuali quotazioni. Lo strike, o valore iniziale è a 2,94 euro.

Il certificate passa di mano a 97,5 euro e se, durante l’arco di vita del prodotto, la scadenza è fissata il 14 dicembre 2018, nessuno dei tre sottostanti avrà toccato la barriera, allora il prodotto verrà ritirato a 128,5 euro con un guadagno di 30 euro pari a circa il 30% in un anno.

Lo scenario peggiore lo avremo se uno dei tre titoli si troverà alla scadenza appena sotto la barriera il certificate verrà ritirato a poco meno di 70 euro. Potrebbe inoltre succedere che durante questi 13 mesi uno dei tre sottostanti vada sotto la barriera per poi recuperare.  In questo caso toccata la barriera viene meno la struttura del certificate e si perde il bonus ma il valore del certificate sarà uguale a quello dei tre sottostanti. Se ad esempio alla scadenza tutti e tre si troveranno sopra il volere iniziale il certificate verrà ritirato sopra i 100 euro.
 
Su Eni abbiamo una valutazione INTERESSANTE con un target price a 16,5 euro, sopra la barriera e sopra lo strike price. Su  34 analisti censiti da Bloomberg prevale l'ottimismo: 17 consigliano di acquistare il titolo e 9 di tenerlo in portafoglio, il restante di venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 15,58 euro.

Su  Fca [FCHA.MI] abbiamo un giudizio NEUTRALE con un target price a 15 euro, ovvero un prezzo vicino allo strike. Siamo convinti che le operazioni straordinarie a cui sta lavorando il management, spin off di Magneti Marelli e Comau e ricerca di un partner continueranno a sostenere il titolo. Su  28 analisti censiti da Bloomberg prevale l'ottimismo: 12 consigliano di acquistare il titolo e 10 di tenerlo in portafoglio, il restante di venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 15,28 euro .
 
Infine Intesa SanPaolo è una della banche più solide sia a livello italiano intesa.jpgche europeo. Crediamo non abbia nulla da temere sul piano di accelerazione, proposto dalla Bce, di svalutazione delle sofferenze. Il management, inoltre, ha annunciato un’accelerazione del piano taglio costi che porterà a un miglioramento dei margini. Sul titolo abbiamo una raccomandazione INTERESSANTE con un prezzo obiettivo a 3,7 euro, decisamente sopra o strike price. Su  32 analisti censiti da Bloomberg prevale l'ottimismo: 17 consigliano di acquistare il titolo e 14 di tenerlo in portafoglio, il restante di venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 3,14 euro . 




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