Strategie Certificates

CERTIFICATE - Il reverse cap che rende il 15% se Saipem non vola del 23% a fine anno

Prezzo del greggio in calo. Dai massimi del 25 gennaio il Brent ha perso il 5,8% in nove sedute.<BR>Complice del cambiamento di rotta, secondo gli esperti, sarebbe il boom di shale gas Usa.<BR>Giovedì, negli Stati Uniti sono stati estratti 10,04 mili
Petrolio in calo, Borse in fase di correzione. Interessante il certificate Reverse cap su Saipem con un rendimento annualizzato del 17% se il titolo non supera i 4,392 euro da qui a metà dicembre....

Prezzo del greggio in calo. Dai massimi del 25 gennaio il Brent ha perso il 5,8% in nove sedute.
Complice del cambiamento di rotta, secondo gli esperti, sarebbe il boom di shale gas Usa.
Giovedì, negli Stati Uniti sono stati estratti 10,04 milioni di barili di petrolio battendo così il record del novembre 1970 quando Nixon era alla Casa Bianca. E’ solo un preludio a un obiettivo più grande: produrre 11 milioni al giorno battendo così Arabia Saudita e Russia e fare degli Usa, il primo produttore di petrolio e derivati al mondo. America First.
 Fino ad oggi, tutti i produttori, Paesi Opec e non, erano unanimi nel tagliare la produzione e far salire i prezzi per dare maggiori margini a tutti. Ora però si teme che prevalga la concorrenza. “I big dello shale hanno sparigliato ogni tavolo e hanno assunto un potere negoziale sui prezzi già superiore a quello dell’Opec”, ritiene Ed Morse, uno dei maggiori esperti di petrolio nel mondo, capo della ricerca sulle materie prime di Citigroup.
 
petrolioribasso.pngImmediata la reazione delle società del settore petrolifero, lo stoxx del comparto, si è mosso perfettamente in linea con il greggio cedendo nello stesso periodo  il 9%. Ad ampliare la performance negativa, sono soprattutto i titoli delle società ingegneristiche a servizio del settore, come Saipem [SPMI.MI].

E’ difficile valutare dove si muoverà il greggio, ma è certo che l’ottimismo che si respirava solo poche settimane fa sul comparto, sta venendo meno, o meglio, gli analisti sembrano concordare in una fase di consolidamento. La politica americana sembra non voler scendere a patti con nessuno, soprattutto appare molto concentrata a ridurre il forte disavanzo commerciale, questo significa che Trump stimolerà con diversi mezzi la crescita della produzione di greggio e la sua esportazione.
 
Crediamo che in quest’ottica appare interessante un certificate Bonus Cap emesso da Unicredit  e con Isin DE000HV40BU8  [DEHV40BU.MI] scadenza il prossimo 14 dicembre di quest’anno (data di valutazione il 14 dicembre). Oggi passa di mano a 98,4 euro e promette un bonus a 109,5 se da qui alla scadenza il titolo Saipem non guadagnerà più del 20,3%, portandosi, nell’arco di vita del prodotto, sopra la barriera posta a 4,3925 euro.

Se, dunque, da qui alla  scadenza Saipem non si porterà sopra la barriera il certificate renderà il 15% che annualizzato sale al 17,6%. Trattandosi di un bonus cap, se Saipem durante la vita del prodotto toccherà la barriera allora il certificate perderà il suo bonus e si trasforma in un replicante del sottostante. Il rimborso è in funzione del prezzo di Saipem alla scadenza. 
  
Crediamo che le notizie di oggi, aumentino di molto la possibilità perché questo certificate distribuisca, a scadenza, il bonus che ci pare molto interessante perché in grado di ampliare sia l’investimento diretto sul titolo che superare altre opportunità di investimento. Ricordiamo infatti che nel caso di un andamento di Saipem stabile o  di un rialzo delle quotazioni, inferiori alla  barriera, il certificate distribuirà il bonus. 

Vai alla scheda sul Reverse di Saipem
 
Guarda il video

www.websim.it
www.websimaction.it