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08/08/2017
12:14
CERTIFICATE - Il Bonus Cap su Tenaris, un rischio molto attraente
di Redazione Websim
Se da qui a dicembre l'azione del produttore di tubi per l'industria petrolifera non scenderà mai a toccare la barriera a 10,755 euro (-10,2% dal prezzo attuale), il certificate emesso da Unicredit verrà rimborsato a 105 euro. Oggi lo si compra a 92 euro. Quanto si rischia e perché vale la pena farlo...
Se nei prossimi quattro mesi l'azione Tenaris [TENR.MI] non scenderà mai a toccare la barriera posta a 10,755 euro (-10,2% dal prezzo attuale), il certificate Bonus Cap a codice Isin DE000HV4CA99 [DEHV4CA9.MI] produrrà un ritorno del 14,2%, pari ad un rendimento annuo del 42%.
 
Oggi questo certificate emesso da Unicredit si acquista a 92 euro. Il Bonus è 105 euro. La scadenza è fissata al 15 dicembre 2017. Lo strike è fissato a 14,34 euro.

L’investimento, proprio perché punta ad un guadagno rilevante, è caratterizzato da un rischio significativo, da soppesare e valutare con attenzione. 
 
Analisi fondamentale del sottostante.
 
Tenaris, leader mondiale nella produzione di tubi per l’industria petrolifera, ha comunicato la settimana scorsa i dati del secondo trimestre 2017. I tenaristubi.jpgricavi sono saliti del 18% sullo stesso periodo del 2016 a 1,24 miliardi di euro, +8% rispetto al primo trimestre del 2017.
L’Ebitda al netto dei costi per incentivare le uscite di personale è salito del 17% a 213 milioni di euro.
I dati sono in linea con le aspettative, coerenti con quanto la società aveva anticipato alla fine dell’anno scorso: nel periodo aprile-giugno c’è stata un’ulteriore accelerazione: il venduto è stato pari a 624.000 tonnellate di tubi, in rialzo del 31% anno su anno e del 7% rispetto al precedente trimestre. In miglioramento anche la redditività, salita a 73 dollari alla tonnellata da 53 dollari la tonnellata dei primi tre mesi dell’anno.
 
Nella seconda parte del 2017 gli affari dovrebbero essere meno brillanti, soprattutto nel corso dell’estate. Anche se la domanda dovrebbe restare forte in quasi tutti i mercati, sarà solo in parte possibile ribaltare sui clienti l’aumento dei costi delle materie prime. Il miglioramento della redditività dovrebbe quindi segnare il passo nel terzo trimestre, per ripartire in modo spedito nell’ultima parte dell’anno.
Negli anni passati, prima della caduta del prezzo del petrolio, Tenaris viaggiava con l’Ebitda margin sopra quota 25%, l’anno scorso questo coefficiente è sceso al 14%, quest’anno era previsto intorno al 20%. 

La battuta d'arresto sulla strada del miglioramento della redditività non è piaciuta al mercato: il titolo ha perso l’11% nelle ultime sette sedute, chiuse tutte in ribasso. Da inizio anno la perdita sfiora il 30%. In questi giorni gli analisti si sono adeguati e hanno abbassato il target price. Goldman Sachs, giudizio Neutral, l'ha portato a  14,3 euro da 14,7 euro. Mediobanca, giudizio Outperform, l'ha ridotto a 18,0 da 18,5 euro. Equita, giudizio Hold, da 15.5 euro a 13,5 euro. 
Anche noi abbiamo tagliato le stime sull’anno in corso e sul 2018. Per effetto di questa revisione, abbiamo portato il prezzo obiettivo a 14,50 euro. Ci aspettiamo per quest’anno 5,40 miliardi di dollari di ricavi, in rialzo del 26% anno su anno, con Ebitda margin al 18,3%.  
 
In questo momento il target price medio espresso dagli analisti è 13,9 euro.
 
Il posizionamento del target price medio così sopra la barriera (10,755 euro) ci fa pensare che l'investimento nel Bonus Cap DE000HV4CA99, per quanto rischioso,  abbia buone possibilità di successo. Con la discesa sui minimi degli ultimi 10 mesi, il titolo dovrebbe aver incorporato le recenti indicazioni deludenti.
 
Nel caso Tenaris tocchi la barriera prima della scadenza, il certificate si trasforma in un replicante del sottostante, si perde il bonus ed il rimborso sarà in funzione del prezzo dell'azione alla scadenza. Se, per esempio, il prezzo di Tenaris l’ultimo giorno di negoziazione dovesse essere 10,50 euro, il rimborso sarebbe di 73,2 euro e l'investimento si chiuderebbe con una perdita del 20%.





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