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CERTIFICATE - E' l'ora dei reverse sulle banche: la BCE ha alzato la voce sugli NPL

La Banca Centrale Europea ha mandato un avvertimento agli istituti di credito: la ripulitura dei bilanci dai crediti deteriorati sarà affidata ad una lavanderia che lavora con tempi rapidi:  i prestiti senza garanzia non onorati dovranno essere coper
Con lo strumento a codice ISIN DE000HV408F1 si punta su andamento neutro negativo del sottostante, Ubi Banca, per un guadagno potenziale del 17% circa da qui a giugno 2018. La Vigilanza bancaria vuole tempi rapidi nello smaltimento dei crediti in sofferenza....

La Banca Centrale Europea ha mandato un avvertimento agli istituti di credito: la ripulitura dei bilanci dai crediti deteriorati sarà affidata ad una lavanderia che lavora con tempi rapidi:  i prestiti senza garanzia non onorati dovranno essere coperti al 100% in due anni, quelli garantiti in sette anni.
Bank.ebasta.jpgIl documento presentato mercoledì scorso dalla Vigilanza europea introduce meccanismi automatici sugli accantonamenti, togliendo alle società ogni discrezionalità nel trattamento. Anche se la proposta è ancora in fase di consultazione, rappresenta una minaccia per il settore” ha scritto Equita nella nota che declassa il settore bancario italiano.
 
Con questa proposta, la banca centrale punta a sbarazzarsi il più velocemente possibile dei 685 miliardi di euro di NPL che intossicano i bilanci delle banche della zona euro, una massa che vale il 6% dei prestiti. In Italia, dove il peso della crisi finanziaria è stato molto più pesante, siamo a quasi un quinto del totale.
 
L’invito al repulisti arrivato a Francoforte ha messo in allarme i mercati, preoccupati degli effetti di una disordinata corsa all’accantonamento. L’indice Stoxx delle banche europee ha chiuso la settimana con un calo di quasi l’1%, prima settimana di ribasso dopo tre rialzi settimanali consecutivi.
 
Le nuove linee guida sulle esposizione deteriorate dovrebbero riguardare soltanto i crediti diventati deteriorati a partire dal primo gennaio dell’anno prossimo, ma il documento, sul tema della eventuale retroattività, non è definitivo, il testo infatti afferma che “si applica a decorrere dalla sua data di applicazione”. Su questo tema cruciale, venerdì Il Messaggero ha scritto che gli obblighi di accantonamento in tempi rapidi riguardano tutto lo stock di NPL. Se così fosse, gli effetti non sarebbero negativi ma disastrosi, così pesanti da rendere probabile una modifica nel corso della consultazione con le controparti.
 
Per banche italiane, da mesi grandi protagoniste del rally della Borsa di Milano, la richiesta della BCE potrebbe essere uno sgambetto, o uno stop sulla via dell’ulteriore apprezzamento.
 
Chi vuole puntare con prudenza sulla correzione di UBI Banca, declassata la settimana scorsa da Equita per questa ragione, può usare il Reverse Bonus Cap a codice ISIN DE000HV408F1, il sottostante è la ex banca cooperativa guidata dall’amministratore delegato Victor Massiah, da due anni, diventata una Spa.
 
 
Caratteristiche dello strumento emesso da Unicredit.
 
Bonus di 108,5 euro.
Barriera a 4,637 euro, distante circa il 13% dai prezzi attuali (4,10 euro).
Scadenza il 15 giugno del 2018. 
Strike 3,71 euro.
 
 
Ai prezzi attuali del certificate, 92 euro, se da qui alla scadenza la barriera non viene mai toccata, l’investimento si chiude con un guadagno di circa il 18%, pari ad un rendimento annualizzato del 27%.
 
Una discesa del sottostante fino alla barriera, azzera il bonus: il rimborso è in funzione del prezzo di Ubi alla scadenza: a 5 euro si incassano 65 euro.
 
Ubi Banca ha raddoppiato nel corso del suo ultimo anno il valore della sua capitalizzazione, arrivata a circa 4,6 miliardi di euro. L’acquisizione di Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e CariChieti, un’operazione che ha incrementato di circa il 15% la massa degli impieghi, è stata accolta con favore dal mercato. Le condizioni poste dall’acquirente al soggetto che le aveva prese in carico dopo il salvataggio, erano tali da mitigare nell’immediato i contraccolpi negativi alla struttura finanziaria. L’aumento di capitale da 400 milioni di euro ha permesso di assorbire il contraccolpo dell’ingresso nel perimetro di altri crediti in sofferenza, ma per poter stare davvero tranquilli ci vorrebbe un forte miglioramento dell’attività caratteristica, fiacca anche nel secondo trimestre 2017. Se non ci sarà una ripresa vibrante, il 2017 si dovrebbe chiudere intorno all’11,9% di Common Equity Tier 1, più basso della media delle banche simili: Bper Banca punta a 13,7%, Credem a 13,4%, Banco BPM a 12,4%.
 






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