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BTP in dollari - Occasione per risparmiatori di alto rango

<p>Il BTP in dollari si sta rivelando un successo per il Tesoro, le tre tranche hanno complessivamente raccolto offerte per 20,7 miliardi di dollari: 9,5 miliardi di dollari per il 5 anni, 6,3 miliardi per il 10 anni e 4,9 miliardi per il 30 anni. St
Boom di richieste per il governativo Born in the USA

Il BTP in dollari si sta rivelando un successo per il Tesoro, le tre tranche hanno complessivamente raccolto offerte per 20,7 miliardi di dollari: 9,5 miliardi di dollari per il 5 anni, 6,3 miliardi per il 10 anni e 4,9 miliardi per il 30 anni. Stamattina in apertura, il book era meno della metà.

Visto l’ammontare delle prenotazioni, “penso che ne emetteranno almeno un miliardo di dollari per tranche”, afferma un operatore del mercato obbligazionario di una sim italiana. La forza della richiesta ha spinto il Tesoro a correggere al ribasso le indicazioni iniziali sullo spread. A book chiuso, il quinquennale è dato a 105 punti base sopra il livello di riferimento (mid swap), il decennale a 150 punti base sul mid swap ed il trentennale a 235 punti base.

Non ci sono termini di paragone, in quanto ci sono in questo momento quotati soltanto due BTP in dollari, entrambi trentennali.

Quello con scadenza 2023 ha una cedola facciale di 6,875% ed un rendimento del 2,4%, quello con scadenza 2033, di 5,375%, con rendimento del 3,4%. 

Il BTP è disponibile anche sul canale retail, ma la maggior parte degli ordini dovrebbe essere arrivata dagli istituzionali, in quanto il taglio minimo, pari a 200.000 dollari, tiene lontani i risparmiatori di basso, e medio, rango.

Per il Tesoro, la prima emissione in dollari da dieci anni, risponde alle logiche della diversificazione, più che a quella della massimizzazione del risultato. Il sottoscrittore italiano disponibile a farsi carico del rischio cambio, trova uno strumento in grado di fornire un extra rendimento, rispetto a quel che il BTP denominato in euro, fornisce oggi. Il BTP a stelle e strisce diventa interessante anche in vista di un miglioramento del rating sovrano da parte delle agenzie di rating, ipotesi che i tassi non hanno ancora del tutto prezzato.

 

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