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BTP - Arriva dalla Grecia, un'altra spinta all'apprezzamento

<p>La <strong>Grecia </strong>che volta pagina potrebbe essere la notizia del fine settimana, in grado di dare una ulteriore spinta all’ingiù ai rendimenti dei bond della periferia, BTP compreso. </p><p>Se, come sembra probabile, a vincere le elezion
Se a vincere le elezioni di domenica sarà Nuova Democrazia (meno tasse e più mercato), la corsa ai bond della periferia dovrebbe proseguire.

La Grecia che volta pagina potrebbe essere la notizia del fine settimana, in grado di dare una ulteriore spinta all’ingiù ai rendimenti dei bond della periferia, BTP compreso. 

Se, come sembra probabile, a vincere le elezioni sarà Nuova Democrazia, si chiuderebbe ad Atene una fase politica di opposizione alle dinamiche mercantilistiche, Kyriakos Mitsotakis, il probabile nuovo premier, dovrebbe aprire il super indebitato paese ai capitali esteri ed alle logiche della concorrenza.

Gli investitori hanno da tempo iniziato a puntare su una sconfitta di Syriza e di Alexis Tsipras, l’attuale premier: da inizio anno l’indice BSE ASE della Borsa di Atene guadagna il 45%.

Nello stesso periodo di tempo, il bond greco con scadenza a dieci anni, si è dimezzato, era poco sopra il 4% ed oggi è intorno al 2%. Il bond a cinque anni è sceso di 250 punti base, poco sopra l’1%. 

La Grecia non è più quella di cinque anni fa, ed infatti la Commissione Europea stima per l’anno in corso e per l’anno prossimo, una crescita del PIL di oltre il 2%, ma la situazione finanziaria resta delicatissima, con un debito pari al 180% del PIL e miliardi di euro di crediti in sofferenza nelle pancia delle principali banche.

Se le azioni e le obbligazioni della Grecia sono andate a ruba in questi mesi, non è stato solo per le promesse di riduzione delle tasse di Mitsoatkis, la BCE ha dato una mano, segnalando l’intenzione di riprendere i programmi di riacquisto di bond ed altri strumenti di investimento.

In questo contesto, il merito creditizio dello Stato non è più così rilevante, i crediti deteriorati in bilancio diventano un problema non più così assillante. Ci sono poi le aspettative di un ritorno della Grecia nella categoria Investiment Grade, un'eventualità che secondo Barclays potrebbe arrivare già alla fine dell'anno prossimo. In questo caso, calcola il team di economisti della banca inglese guidato da Francois Cabau, circa 12 miliardi di euro di obbligazioni statali greche, circa un quinto della carta greca in circolazione, diventa un potenziale target di acquisto da parte della BCE.   

In un mondo dove un quarto delle obbligazioni in circolazione ha rendimento negativo, in un panorama europeo dove per trovare bond dei paesi dell’area centrale a tasso positivo si deve andare oltre la scadenza dei dieci anni, gli investitori non si possono permettere di voltare le spalle alle periferia.

Per questo, in caso di vittoria di Nuova Democrazia, data dai sondaggi al 35%, contro il 24% di Syriza, il rally dei bond della Grecia, ma anche dell’Italia, dovrebbe proseguire.

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