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BORSE/SPREAD - La lettera di Bruxelles all'Italia? Una cartolina di saluti

Preso atto che in Europa i partiti antisistema non hanno sfondato, i mercati finanziari sono già passati ad altro, al possibile scontro tra l’Italia e le istituzioni comunitarie ed alla possibilità di un rinvio della presentazione del nuovo piano di
Sale la tensione, soprattutto sul Bund, in vista delle possibili sanzioni dell'UE, la multa è un'ipotesi improbabile e lontana

Preso atto che in Europa i partiti antisistema non hanno sfondato, i mercati finanziari sono già passati ad altro, al possibile scontro tra l’Italia e le istituzioni comunitarie ed alla possibilità di un rinvio della presentazione del nuovo piano di stimolo da parte della BCE.
    
Entrambi contribuiscono a zavorrare le Borse ed a spingere all’ingiù il rendimento del Bund, sceso su livelli che non si vedevano da oltre due anni e mezzo: ma solo il secondo è un tema serio, capace di far sentire i suoi effetti sui prezzi nelle prossime settimane.

La multa di oltre 3 miliardi all’Italia di cui riferiva ieri Bloomberg, non è di certo alle porte, ma non è neanche una novità, inoltre, il  percorso che potrebbe portare alla sanzione è molto lungo.
La lettera di ammonizione in partenza da Bruxelles la settimana prossima (5 giugno), dovrebbe essere soltanto una raccomandazione sulle misure da adottare per riportare il debito sulla via in discesa: le richieste, diventerebbero vincolanti, solo dopo il passaggio nell’Eurogruppo, che si dovrebbe riunire all’inizio di luglio. Sarà poi il Consiglio europeo, eventualmente, a stabilire se aprire la procedura per di infrazione e concedere all’Italia un congruo periodo di tempo per mettere a posto le cose in casa propria. Se al termine di questo periodo, la Commissione europea dovesse appurare che il governo italiano è stato inadempiente, sarebbe comunque ancora una volta il Consiglio a valutare l’imposizione e l’entità della sanzione. 

Ma è poco probabile che un organismo a fine mandato, come per l’appunto la Commissione, se la senta di prendere una decisione politicamente pesante. Non tira aria di punizioni a Bruxelles. Uno stretto collaboratore del commissario agli Affari Economici, Pierre Moscovici, ha detto a Reuters che non c'è alcuna intenzione di procedere su questa via. 
Per ultimo, non va sottovalutato quel che il governo italiano potrebbe rispondere alle obiezioni di Bruxelles: il Corriere della Sera riferisce che la Presidenza del Consiglio ha già pronta la replica, un documento dove si mostra che le entrate fiscali sono in aumento e le risorse non utilizzate per il reddito di cittadinanza, potrebbero essere indirizzate alla diminuzione del debito.  

La lettera di Bruxelles all’Italia dovrebbe essere nota il 5 giugno, mentre il 6 giugno la Banca Centrale Europea dovrebbe presentare i dettagli del nuovo piano di immissione di liquidità. L’annuncio del nuovo TLTRO potrebbe però slittare, visto che nelle ultime settimane, c’è stata una fioritura di dichiarazioni non allineate alla linea di politica monetaria perseguita da Mario Draghi. Non si tratta del soliti falchi, tra i perplessi ed i dubbiosi c’è Benoit Coeuré, autorevolissimo membro del consiglio esecutivo, con qualche velleità di ascesa al posto di governatore. Anche Francois Villeroy, il governatore della banca centrale francese, ha preso le distanze da Draghi, affermando che non deve essere data troppa enfasi ai danni collaterali provocati dei tassi bassi. 
Va detto però che Draghi, nel corso del suo settennato, è sempre stato capace di ottenere il supporto di cui c’è bisogno, per portare avanti una politica ultra espansiva non molto apprezzata in Germania e nel Nord Europa. 

Nei prossimi giorni, soprattutto se Salvini alzerà ancora di più i toni dello scontro con le istituzioni europee, lo spread potrebbe spingersi fino a quota 300 punti base, magari in concomitanza con la delicata asta dei BTP decennali di questa settimana (30 maggio), ma a metà giugno, il differenziale potrebbe essere tornato intorno ai 250 punti base.
Un aiuto alla discesa, potrebbe arrivare dal rialzo dei tassi negli Stati Uniti, provocato da un ridimensionarsi degli acquisti di Treasury da parte della Cina: evento di cui si parla da tempo, in quanto questo è uno dei fronti dello scontro tra la prima e la seconda potenza economica mondiale. In caso di risalita del rendimento del Treasury Bond, molto probabilmente, per effetto trascinamento, si muoverebbe anche il Bund.
L’indice EuroStoxx 50, oggi a 3.354 punti, potrebbe essere indebolirsi nei prossimi giorni, scendendo in area 3300-3270 punti, area d’acquisto per l’analisi tecnica.
   
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