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BORSE - Draghi sarà Super Mario fino all'ultimo giorno

<p>Mario Draghi dovrebbe essere operativo, nel pieno dei suoi poteri, anche nella fase finale del suo mandato, un po’ perché l’ex governatore della Banca d’Italia, continua ad essere sostenuto da vastissimi consensi, un po’ perché il nome del suo suc
L'intrecciarsi delle elezioni europee e della nomina del nuovo presidente della Commissione Europea, rallenteranno l'iter della scelta del suo successore.

Mario Draghi dovrebbe essere operativo, nel pieno dei suoi poteri, anche nella fase finale del suo mandato, un po’ perché l’ex governatore della Banca d’Italia, continua ad essere sostenuto da vastissimi consensi, un po’ perché il nome del suo successore si dovrebbe sapere solo all’ultimo momento, probabilmente dopo l’estate.

Il processo di selezione del nuovo governatore della BCE si intreccerà infatti con la trattativa sulla nomina del nuovo presidente della Commissione Europea: Jean Claude Juncker passa il testimone insieme a Draghi, alla fine di ottobre. 

La trattativa per il rinnovo di queste due cariche non è praticamente partita, in quanto quest’anno, altra coincidenza, ci sono le elezioni europee. Giustamente, è tutto rimandato a giugno, post insediamento del nuovo parlamento europeo.

Nel giro di pochi mesi, non più di due o tre, se si esclude agosto, le istituzioni europee ed i leader dei paesi membri dovranno trovare velocemente un’intesa, prima sull'ente con sede nel Palazzo Berlaymont a Bruxelles, poi su quello basato in uno dei grattacieli di Francoforte.

I tempi sono stretti, ed infatti si parla già di lasciare Juncker in carica fino alla fine dell’anno, per ora c’è solo un retroscena dell’AGI su questa possibilità, ma anche tralasciando le indiscrezioni, è ragionevole mettere in conto un’ipotesi del genere.

Dal punto di vista formale, l’Europa potrebbe procedere con la scelta del successore di Draghi anche in una situazione di stallo sul prossimo presidente della Commissione, visto che i candidati devono essere proposti dai paesi membri, successivamente discussi dai ministri finanziari (eurogruppo) e poi selezionati in via definitiva dal Consiglio Europeo. Ma le due nomine, in quanto espressione degli equilibri politici, sono intrecciate, per cui è probabile, molto probabile, che prima si chiuda su Bruxelles, poi su Francoforte.

Un Mario Draghi senza ombre del suo successore, potrebbe quindi avere l’autonomia per riuscire a guidare la politica monetaria fino all’ultimo giorno.

Come si sa, il provvedimento che più gli sta a cuore, in perfetta sintonia con il suo mandato, è il varo di una nuova immissione di liquidità nel sistema. Lo stimolo che ha in mente, sulla base di quanto lui stesso ha affermato, ed anche sulla base di quanto trapela, dovrebbe essere molto potente. 

In termini finanziari, vuol dire che i maxi prestiti (TLTRO) dovrebbero essere offerti alle banche commerciali a condizioni ultra vantaggiose, affinché queste se ne approvvigionino a piene mani e li girino poi ad aziende ed a famiglie. Per avere effetti sul mondo reale, il TLTRO dovrebbe quindi essere a tassi negativi, ovvero, la banca centrale dovrebbe pagare le banche commerciali, che quindi, sarebbero loro stesse delle beneficiarie del provvedimento.

A qualcuno, nel board della BCE, il provvedimento non piace, c’è il solito tedesco (Jens Weidmann), ma c’è anche il francese (Benoit Coeuré). Entrambi hanno rilasciato dichiarazioni di netta chiusura, affossando così le probabilità di arrivo di nuova liquidità sui mercati.

Ma anche in passato, le scelte anticonvenzionali della BCE sono state criticate e contrastate, si pensi per esempio alle chiusure nette di Sabine Lautenschlager sul QE, ma ogni volta Draghi è riuscito a costruire nel consiglio di governo, un consenso tale, da permettergli di procedere. Sarà così fino alla fine del mandato, gli investitori sono avvisati.

Indicazioni operative.

L’arrivo di un TLTRO come Draghi vuole, dovrebbe portare benefici alle banche , soprattutto quelle italiane, ed alle società dell’automotive. Per le prime, l’abbondante liquidità in arrivo si traduce in risorse per mandare avanti lo smaltimento dei crediti in sofferenza. Per le seconde, diventano ancora più favorevoli le condizioni per l’acquisto dell’automobile. Non a caso, i due indici settoriali si sono messi in evidenza nella prima parte di aprile, nei giorni successivi alle comunicazioni della BCE, questi stessi, hanno perso spinta dopo l’arrivo di dati macroeconomici meno negativi del previsto e dopo la contrarietà espressa da Coeuré.

L’indice Eurostoxx Banks è in declino da anni, rispetto all’indice EuroStoxx 50 [ESTOXX50.OTC] (ratio), e nel mese di maggio ha violato al ribasso i minimi storici segnati nel 2016. 

 


L’indice EuroStoxx delle società dell’automotive, nei confronti dell’indice delle blue chip, tiene invece le posizioni.



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