Fatti & Effetti

BORSA CINESE - Oggi a Washington parte il round di due giorni sui dazi

<p><strong>FATTO</strong><br />I principali indici della Borsa cinese stamattina hanno chiuso in guadagno di quasi l'1%. Nelle ultime ore, le indiscrezioni su un progressivo riavvicinamento tra Stati Uniti e Cina sui commerci si sono sostituite ai re
Timidi spiragli su un accordo, ma il mercato si fida poco

FATTO
I principali indici della Borsa cinese stamattina hanno chiuso in guadagno di quasi l'1%. Nelle ultime ore, le indiscrezioni su un progressivo riavvicinamento tra Stati Uniti e Cina sui commerci si sono sostituite ai retroscena che davano conto di un clima sempre più teso tra i due contendenti. Ad un certo punto, da Pechino era filtrato che la delegazione cinese in arrivo oggi a Washington, si sarebbe fermata solo un giorno, invece dei due programmati. Ieri sera però, l’informatissimo direttore del Global Times, un quotidiano cinese di area governativa, ha scritto su Twitter che il round negoziale si chiuderà, come concordato, venerdì notte.

Stanotte poi, Bloomberg ha riportato che Stati Uniti e Cina sarebbe vicinissimi a concordare un vero e proprio patto sull’interscambio di valute, mentre il New York Times ha scritto che la Casa Bianca concederà a breve dei permessi speciali ad alcune aziende statunitensi fornitrici di tecnologia e servizi di Huawei.  

Oggi a Washington, si riaprono i lavori del negoziato sui commerci tra Cina e Stati Uniti. Questa la base di partenza.

Donald Trump aveva minacciato inizialmente un incremento dei dazi tra il 20% ed il 25% su beni per 250 miliardi di dollari. La data di partenza, in origine l’1 ottobre, è stata poi spostata al 15 ottobre, ufficialmente per rispetto nei confronti delle importanti festività cinesi, in realtà proprio per consentire la ripartenza del negoziato.

La Casa Bianca ha mantenuto in vita la minaccia di ulteriori nuovi dazi al 15% su 160 miliardi di beni importati dalla Cina (finora esentati), da imporre eventualmente dopo il 15 dicembre, così da salvaguardare lo shopping natalizio degli americani. Questi ultimi sono perlopiù beni che finiscono al cittadino consumatore ed elettore: abbigliamento, scarpe, smartphone.

Fino ad oggi i beni colpiti da dazi sono beni intermedi o materie prime, come ad esempio la soia, particolarmente cara ad una fetta di elettorato di Trump. 

La delegazione cinese ad altissimo livello (composta tra gli altri dal vice premier e dal governatore della banca centrale) sarebbe disponibile ad un deal parziale, secondo quanto riportato dal Financial Times. Pechino offrirà un aumento di acquisti di beni agricoli, in cambio chiederà almeno la cancellazione dei dazi minacciati, tra cui quelli del 15 ottobre e del 15 dicembre, eventualmente anche la cancellazione di quelli già imposti. La Cina non sarebbe invece disponibile a concedere alcunché sulla proprietà intellettuale, sui sussidi governativi alle aziende cinesi, sul piano Made in China 2025. 

 

EFFETTO
Analisi tecnica. L'indice S&P China 500 (oggi +0,7%, 2.950 punti) da inizio anno si muove all'interno di due soglie discriminanti, 2.850 e 3.400 punti, per un'ampiezza di circa 20 punti percentuali e con una tendenza moderatamente ribassista impostata dalla trendline discendente evidenziata nell'immagine. La tendenza di lungo periodo invece è ancora rialzista. Segnali di ripresa si vedrebbero con la rottura della trendline discendente e, meglio, con la violazione di area 3.400 punti.  


Operatività. Confermiamo la visione positiva in ottica di lungo periodo. Si possono sfruttare discese verso 2.850/2.750 punti per comprare sulla debolezza. Primo target verso l'alto in area 3.400. Applicare lo stop loss sotto 2.500 punti. 

L'S&P China 500, espresso in Dollari USA, comprende oltre 500 (ad oggi 563 per la precisione) tra le società a maggior capitalizzazione e a maggiore liquidità della Borsa cinese con ampio spettro settoriale. I comparti più "pesanti" sono: Finanziari al 25%, IT 21%, Consumer 15%, Industriali 11,50%. Azioni. Tra i top ten (nell'immagine) ci sono nomi di spicco come Alibaba e Baidu.com. Insieme pesano per circa un terzo del totale. Le azioni presenti includono anche la classe A messa a disposizione degli investitori esteri.  

La tabella mette in rilievo le dieci azioni "più pesanti".
2202spx.png 

Tra le opportunità offerte dalla Borsa di Milano per investire sulle prospettive di lungo periodo del mercato cinese ci sono i seguenti due ETF:

Icbccs Wisdomtree S&P China500 UCITS
Isin LU1440654330
[WTCHIN.MI]
Da inizio anno +20%.
Distribuisce un dividendo annuale: ultimo il 27 Giugno 2019 per 0,322 usd.
Spesa corrente annua 0,75%.
Valuta di denominazione: USD.

L'ETF seguente, invece, replica l'andamento dell'indice CSI  300, indice che riflette l'andamento delle azioni di 300 società quotate sulla Borsa Valori di Shangai e sulla Borsa Valori di Shenzhen (Azioni Cina A).
X-TRACKERS CSI300 UCITS
Isin LU0779800910
[XCHA.MI]
Da inizio anno +34%.
Non distribuisce un dividendo. 
Spesa corrente annua 0,50%.
Valuta di denominazione: USD.

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