Fatti & Effetti

BORSA CINESE - Guerra commerciale Usa/Cina, possibile scenario di agosto. L'Analisi Tecnica di Websim

<SPAN lang=EN-US style='FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "Times New Roman",serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-theme-font: minor-latin'><p><strong>FATTO</stro
Washington e Pechino sono tornati a spararsi pesanti bordate ...

FATTO
Gli indici principali della Borsa cinese hanno messo a segno oggi il sesto ribasso consecutivo ridimensionando fortemente la performance da inizio anno. Indice S&P China 500 +12%, indice CSI 300 di Shanghai-Shenzhen +20%. La guerra commerciale tra Usa e Cina è tornata a scaldare il già rovente clima agostano.

Prima mossa Usa: Donald Trump ha minacciato di imporre nuovi dazi dal 1° settembre su una montagna di merci cinesi. 
Contromossa cinese: Pechino ha svalutato lo Yuan, portando il cross contro Usa oltre quota 7 per la prima volta in dieci anni. Un vero e proprio terremoto accompagnato però da dichiarazioni "buoniste" secondo cui la Cina non intende utilizzare il cambio a fini commerciali. 
Seconda mossa Usa: l'Amministrazione Trump ha dichiarato ufficialmente la Cina "manipolatrice del cambio", un atto simbolico ma duro e raramente utilizzato dagli Usa.
Contromossa cinese: secondo indiscrezioni il governo avrebbe "consigliato" alle proprie aziende di ridurre gli acquisti di soia americana. 

Purtroppo non è dato sapere come andrà a finire questa nuova puntata della guerra commerciale. Una cosa è certa, dobbiamo abituarci (ma Websim lo sostiene da tempo) a frequenti sbalzi di umore prima di arrivare, se mai si arriverà, alla vera pace commerciale.

Nel frattempo, bisogna imparare a convivere con la volatilità ovvero non cedere a facili entusiasmi o cadere in altrettanto facili depressioni. Le schermaglie potrebbero proseguire almeno fino alla fine di agosto in una rapida successione di minacce e controminacce, magari soltanto verbali, accompagnate da aperture a proseguire la trattativa. 

Nel frattempo Pechino ha scoperto di avere in mano un'arma letale, quella del cambio dollaro-yuan, da utilizzare quale deterrente nei confronti di Trump. Non difendere più la soglia psicologica a quota 7 significa in pratica lanciare un segnale di sfida agli USA: "caro Trump tu minacci dazi sempre più alti, ma sappi che noi possiamo annullarne gli effetti manovrando sul cambio. 

 

EFFETTO
Analisi tecnica. L'indice S&P China 500 (2.826 punti) e l'indice CSI 300 (3.620 punti) hanno ceduto il 10% circa dal picco toccato a fine giugno in occasione del G20 di Osaka che aveva creato forti aspettative positive. Gli indici sono tornati in questi giorni a lambire livelli discriminanti ai fini della tenuta del quadro di recupero avviato a inizio 2016: S&P China 500 verso 2.844 punti, CSI 300 verso 3.560 punti

 

   

Operatività. Confermiamo la visione positiva in ottica di lungo periodo. Le correzioni come quella in corso sono per noi occasioni di accumulo. Per quanto riguarda l'indice S&P China 500, siamo già su livelli di acquisto interessanti da sfruttare, applicare l'eventuale stop loss sotto 2.500 punti. Per l'indice CSI 300, si può comprare in area 3.600/3.500 in vista di una reazione, applicare l'eventuale stop loss sotto 3.300 punti. I rispettivi obiettivi al rialzo sono da collocare sui top 2019 rispettivamente a 3.380 e 4mila punti.

L’indice  S&P China 500, espresso in Dollari USA, comprende oltre 500 (ad oggi 563 per la precisione) tra le società a maggior capitalizzazione e a maggiore liquidità della Borsa cinese con ampio spettro settoriale. I comparti più "pesanti" sono: Finanziari al 25%, IT 21%, Consumer 15%, Industriali 11,50%. Azioni. Tra i top ten (nell'immagine) ci sono nomi di spicco come Alibaba e Baidu.com. Insieme pesano per circa un terzo del totale. Le azioni presenti includono anche la classe A messa a disposizione degli investitori esteri.  

La tabella mette in rilievo le dieci azioni "più pesanti".
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Tra le opportunità offerte dalla Borsa di Milano per investire sulle prospettive di lungo periodo del mercato cinese ci sono i seguenti due ETF:
 
Icbccs Wisdomtree S&P China500 UCITS 
Isin LU1440654330
[WTCHIN.MI]
Da inizio 2019 +10,50%
Distribuisce un dividendo annuale: ultimo il 27 Giugno 2019 per 0,322 usd. 
Spesa corrente annua 0,75%.
Valuta di denominazione: USD.

L'ETF seguente, invece, replica l'andamento dell'indice CSI  300, indice che riflette l'andamento delle azioni di 300 società quotate sulla Borsa Valori di Shangai e sulla Borsa Valori di Shenzhen (Azioni Cina A).

X-TRACKERS CSI300 UCITS 
Isin LU0779800910
[XCHA.MI]
Da inizio 2019: +24%
Non distribuisce un dividendo. 
Spesa corrente annua 0,50%.
Valuta di denominazione: USD.

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