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BORSA CINESE +3% Il governo cinese interviene a sostegno dell'economia

<DIV><SPAN lang=EN-US style='FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: "Times New Roman",serif; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-theme-font: minor-latin'><DIV><p>L'indice
Occhi puntati sul probabile incontro di fine giugno tra Xi e Trump

L'indice CSI 300 della Borsa cinese ha chiuso in rialzo del 3%, mettendo a segno la miglior seduta da metà maggio, grazie alla decisione presa dal governo centrale di Pechino di allentare le regole delle amministrazioni locali per accelerare e incrementare la spesa pubblica, in particolare nei settori autostrade, gas, elettricità e ferrovie.  

Questa mossa ha convinto il mercato che la politica non lascerà andare allo sbando l'economia domestica a prescindere dall'esito delle trattative Usa/Cina per le quali si guarda al possibile vertice Trump/Xi nel meeting tra capi di Stato del G20 a fine mese. 

A riportare gli acquisti sulla borsa cinese è anche il migliorato clima in materia di costo del denaro, dopo che la Fed ha aperto all'ipotesi di un taglio dei tassi già a luglio e almeno ad un altro taglio entro il 2019.

Le statistiche segnalano che gli investitori stranieri hanno acquistato 7,37 miliardi di yuan di azioni cinesi nella seduta odierna, erano stati venditori netti nel mese di maggio.

La borsa cinese ha perso il 14% dal picco di aprile, in seguito alle tensioni sui dazi, riducendo il guadagno da inizio 2019 al +25%, comunque sia tra i migliori bilanci borsistici a livello globale.

Sulle stime aggiornate del consenso, la borsa cinese ha un P/E medio di 15,5x e un dividendo medio del 2%.

Analisi tecnica.

L'indice CSI 300 (+3,0%, 3.720 punti) e l'indice S&P China 500 (+2,3%, 2.980 punti) sono scivolati sui livelli di fine febbraio prima di avviare il robusto rimbalzo in corso. La flessione delle ultime settimane è da intendersi più che altro un assestamento fisiologico dopo quattro mesi di rally incessante. Per entrambi gli indici, la chiusura di oggi ha offerto un primo segnale di forza grazie al ritorno sopra la media mobile evidenziata nel grafico.


Operatività. Confermiamo la visione positiva in ottica di lungo periodo. Per quanto riguarda l'indice S&P500, sfruttare correzioni nel range 3mila punti per comprare sulla debolezza. Un primo target è stimato intorno a 3.400 punti, massimo del 2019, l'obiettivo finale del movimento è invece fissato verso 3.850 punti, sui massimi del 2018, peraltro il livello toccato prima dello scoppio della guerra commerciale. Allerta sotto 2.900 punti. 

L’indice  S&P China 500, espresso in Dollari USA, comprende oltre 500 (ad oggi 563 per la precisione) tra le società a maggior capitalizzazione e a maggiore liquidità della Borsa cinese con ampio spettro settoriale. I comparti più "pesanti" sono: Finanziari al 25%, IT 21%, Consumer 15%, Industriali 11,50%.

Azioni. Tra i top ten (nell'immagine) ci sono nomi di spicco come Alibaba e Baidu.com. Insieme pesano per circa un terzo del totale.  

La tabella mette in rilievo le dieci azioni "più pesanti".
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Le azioni presenti includono anche la classe A messa a disposizione degli investitori esteri.

Tra le opportunità offerte dalla Borsa di Milano per investire sulle prospettive di lungo periodo del mercato cinese ci sono i seguenti due ETF.
 
Icbccs Wisdomtree S&P China500 UCITS
Isin LU1440654330
[WTCHIN.MI]
Da inizio 2019 +17%
Negli ultimi 12 mesi -10,0% 
Distribuisce un dividendo annuale.
Spesa corrente annua 0,75%.
Valuta di denominazione: USD.

L'ETF seguente, invece, replica l'andamento dell'indice CSI  300, indice che riflette l'andamento delle azioni di 300 società quotate sulla Borsa Valori di Shangai e sulla Borsa Valori di Shenzhen (Azioni Cina A).

X-TRACKERS CSI300 UCITS 
(Isin LU0779800910)
[XCHA.MI]
Da inizio 2019: +27%
Negli ultimi 12 mesi +1,50% 
Non distribuisce un dividendo.
Spesa corrente annua 0,50%.
Valuta di denominazione: USD.

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