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Banche, la soluzione giusta tra M&A e ritorno al dividendo

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Comunicazione di marketing</p><p>In Borsa, i riflettori sono puntati tutti sulle banche. L’indice Stoxx del settore europeo continua a guadagnare terreno dopo sei settimane positive di seguito e si conferma il secondo miglior comparto da inizio
Grande fermento nel settore. Interessante il certificate emesso da Vontobel con Isin DE000VQ15YD9 che punta su Unicredit, SocGen e Deutsche Bank. Il prodotto paga un bonus trimestrale di 2,642 (10,56% p.a.) in funzione di una barriera europea step down. Durata due anni con possibilità di rimborso anticipato ed effetto memoria. A questi prezzi lo scenario di autocall è molto probabile.

Comunicazione di marketing

In Borsa, i riflettori sono puntati tutti sulle banche. L’indice Stoxx del settore europeo continua a guadagnare terreno dopo sei settimane positive di seguito e si conferma il secondo miglior comparto da inizio anno con un guadagno del +21% (Stoxx +6,70%).  

A sostenere le performance degli istituti di credito sono le continue scommesse sul consolidamento del settore, unite alle dichiarazioni del presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, Andrea Enria, in merito a un possibile ritorno ai dividendi in autunno. 

Sul primo punto, secondo alcune indiscrezioni, Unicredit potrebbe tornare a guardare con interesse a Mediobanca, dopo la sua uscita di due anni fa, facendo sfumare il deal con Mps. E chissà che i nuovi assetti sostituiscano anche l’opzione di un M&A con Banco Bpm. 

Il risiko bancario in atto da tempo nel mercato è destinato ad accelerare nei mesi a venire, creando opportunità anche per gli investitori. La Banca centrale europea continua a invocare più operazioni di consolidamento e le raccomandazioni non possono essere di certo ignorate. Più che un se, ora è un quando? 

E a proposito di BCE, sul tema dividendi, Enria ha assicurato che in assenza di sorprese nei prossimi mesi, l’Eurotower intende eliminare la raccomandazione a non distribuire cedole alla fine del terzo trimestre dell’anno. Non da meno il fatto che la Vigilanza si aspetta che la solidità del sistema bancario europeo sia rimasta su livelli elevati e superiori ai livelli pre-pandemici.  

Per gli analisti di Equita tutto ciò contribuisce a ridurre l’incertezza che aleggia nell’aria da tempo e rappresenta un elemento di supporto per i titoli del settore bancario. Ma non bisogna mai dare nulla per scontato. Ci sono anche molti altri fattori da tenere a mente, a cominciare da quanto la campagna di vaccinazione a livello mondiale faccia il suo effetto e con quale tempistica, dopo che molti Paesi hanno deciso di interrompere la somministrazione del vaccino Astrazeneca in via precauzionale.   

Sarà fondamentale valutare in che modo l’economia riuscirà ad uscire dalle sabbie mobili per iniziare un percorso che la riporti ai livelli pre Covid. In Francia con il nuovo aumento dei casi si è tornato a ipotizzare un possibile lockdown,  anche in Germania la situazione epidemiologica torna a peggiorare. L’Italia, intanto, ha visto da lunedì aumentare le restrizioni in quasi tutte le Regioni.  

A rassicurare i mercati però ci ha pensato la Fed. Jerome Powell ha confermato che la politica monetaria rimarrà accomodante e che non saranno toccati i tassi fino al 2023. Powell ha inoltre rivisto le previsioni per l’economia in positivo: il Pil 2021 è stato indicato in rialzo del 6,5% dal precedente 4,2%. 

Per chi intende esporsi convinto che il comparto bancario, dopo il recente recupero, potrebbe registrare movimenti laterali, abbiamo individuato il Memory Cash Collect Express emesso da Vontobel con Isin DE000VQ15YD9 che punta su tre big del comparto Unicredit, SocGen e Deutsche Bank. Il prodotto oggi quota leggermente sopra la pari a 1019 euro. 

Questo prodotto si configura come un ottimo strumento perché permette di mantenere un’elevata protezione, ma anche di estrarre premi nonostante il taglio dei dividendi e in attesa di notizie certe sul tema grazie al flusso cedolare periodico che viene erogato se i sottostanti restano sopra le barriere.   

Anche se c’è chi è pronto a scommettere che la volatilità dei mercati non raggiungerà i livelli visti a marzo 2020, rimane fondamentale individuare le giuste soluzioni di investimento per proteggere il capitale e farlo fruttare visti i precedenti.  

Il prodotto è stato studiato anche per dare la possibilità di sfruttare notizie positive sul fronte M&A grazie alla logica temporale di lungo periodo che offre. Da non sottovalutare infatti l’importanza dei sottostanti Unicredit, SocGen e Deutsche Bank sempre al centro della scena per via di possibili corporate action.  

Il certificate stacca premi condizionati trimestrali pari a 2,642 (10,56% annuo al lordo delle imposte) se la tenuta della barriera verrà rispettata. In questo caso la barriera relativa ai premi incorpora l’effetto step down. Nello specifico parte dal 90% e diminuisce del 5% ogni sei mesi arrivando a scadenza fino al 65%. La prossima data utile per ricevere la cedola sarà il 4 giugno con una barriera al 90%. Da settembre si passerà ad una barriera all’85%. 

Il prodotto gode dell’effetto memoria e avrà scadenza naturale nel 2023 ma, da dicembre 2021 offre la possibilità di rimborso anticipato se i tre sottostanti quoteranno ad un valore eguale o superiore al prezzo di riferimento iniziale. 

La tabella di seguito riassume la distanza attuale dal livello iniziale e dalla barriera a scadenza per i tre sottostanti. 

 

A questi prezzi lo scenario di autocall è molto probabile. Se a dicembre 2021 i tre sottostanti quoteranno intorno a questi valori, il prodotto sarà rimborsato e l’investitore riceverà 1.000 euro per ogni certificato più lo stacco di tre premi trimestrali relativo al mese di giugno, settembre e dicembre. Questo permetterà all’investitore di incassare in nove mesi e ai prezzi attuali (1019) un guadagno di circa il 6% tra capital gain e cedole. 

Nel caso in cui lo scenario dovesse invertirsi e il ritiro anticipato non dovesse avvenire in nessuna delle finestre trimestrali previste, il certificate continuerebbe a quotare fino alla scadenza fissata a dicembre 2023 garantendo un rendimento annuo del 10,56% a condizione che i tre titoli a scadenza non abbiano perso più del 35% rispetto al loro strike. 

I dettagli sul prodotto sono riportati nel precedente articolo, clicca qui per approfondire.

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