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Banche: investire su tre colossi con il nuovo Maxicedola One Star di Exane

<p>Comunicazione di marketing</p><p>Prosegue la stagione delle trimestrali e i riflettori questa volta sono puntati sui titoli del settore bancario. Ad aprire le danze è stata Intesa Sanpaolo con la pubblicazione di dati che si sono rivelati nel comp
Il certificate di Exane con effetto One Star a codice ISIN FREXA0027237 punta su Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Il prodotto stacca una maxicedola del 5,5% a novembre se i tre titoli non avranno perso il 30% dal livello iniziale. Da dicembre si passa a cedole mensili pari a 5 euro. Durata tre anni con possibilità di rimborso anticipato ed effetto memoria. Scopri l’effetto One Star

Comunicazione di marketing

Prosegue la stagione delle trimestrali e i riflettori questa volta sono puntati sui titoli del settore bancario. Ad aprire le danze è stata Intesa Sanpaolo con la pubblicazione di dati che si sono rivelati nel complesso superiori alle attese. I risultati hanno mostrato una forte crescita dell’utile netto e il rafforzamento della struttura patrimoniale nonostante l’impatto del Covid. Il management ha confermato i target finanziari per il biennio 2020/2021 e la politica dei dividendi, nel rispetto delle disposizioni prudenziali della Bce.

Nel dettaglio, l’istituto guidato da Carlo Messina ha riportato nel secondo trimestre un utile netto di 1,415 miliardi (rispetto ai 1,2 miliardi dell’anno precedente), ben oltre le attese di consensus che erano ferme a 887,3 milioni. Le commissioni nette sono calate del 5,4% a 1,744 miliardi di euro, mentre per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, il Common Equity Tier 1 è salito al 14,9% rispetto al 13,9% di fine 2019. Interessanti novità sul fronte della cedola, visto che la banca ha confermato la politica di remunerazione degli azionisti indicata nel piano industriale 2018-2021 ovvero 75%/70% payout per gli anni fiscali 2020/21. Inoltre Intesa intende ottenere l’approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021, alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020. In poche parole, se il gruppo dovesse riuscire ad ottenere il lasciapassare dell’Eurotower, allora potrà pagare un dividendo extra l’anno prossimo. Per quanto riguarda le previsioni dei risultati post-acquisizione di Ubi, Intesa stima dal 2022 un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro per il nuovo gruppo e il proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali.

Il mercato ha accolto bene i dati di Intesa, mentre non ha accolto altrettanto bene i risultati rilasciati da Unicredit. L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha chiuso però il secondo trimestre con un utile di 420 milioni, battendo ampiamente le attese degli analisti a 347 milioni di euro. A giugno i ricavi hanno raggiunto quota 4,17 miliardi in contrazione del 7,7% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, in conseguenza del lockdown che ha causato una diminuzione delle commissioni commerciali. Molto bene l’utile operativo pari a 1,726 miliardi, che va oltre gli 1,634 miliardi previsti dagli analisti, e il CET1 ratio fully loaded che a fine giugno si è attestato al 13,85%. L’istituto ha confermato che rispetterà le raccomandazioni della BCE e non pagherà dividendi, né effettuerà riacquisti di azioni nel corso del 2020. Il management ha anticipato che ripristinerà la politica di distribuzione del capitale a partire dal 2021. In particolare, Unicredit distribuirà agli azionisti il 50% dell’utile netto, ripartito tra un obiettivo in contanti pari al 30% dell’utile e riacquisti di azioni proprie per il 20%. In base al contesto di mercato la banca potrebbe anche rivedere la ripartizione tra dividendi e buyback.

Dopo i numeri di Intesa e Unicredit, è stata la volta di Banco Bpm. Per l’istituto milanese il secondo trimestre, influenzato dall’emergenza internazionale da Covid-19, è terminato con una perdita di 46 milioni, inferiore ai 91 milioni stimati dal mercato, che si confronta con l’utile di 151,6 milioni riportato nel primo trimestre. I ricavi sono stati superiori alle attese grazie ad un buon trend del margine di interesse e alla buona tenuta delle commissioni, soprattutto a partire dal mese di giugno. I costi operativi sono risultati in calo su base trimestrale. A fine giugno 2020 il Common Equity Tier 1 è salito al 14,73%, rispetto al 14,44% di fine marzo. L’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha confermato che la banca predisporrà un nuovo piano industriale. Infatti, considerato l’attuale contesto macro, gli obiettivi del piano strategico al 2023, annunciati all’inizio di marzo, non sono più da considerarsi attuali. Lato cedola, l’istituto non intende interrompere la remunerazione agli azionisti, ma seguirà le indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito alla distribuzione di dividendi.

Il coronavirus è stato lo stress test più duro che le banche abbiano mai subito dai tempi de crack di Lehman Brothers. Eppure le ultime trimestrali sembrano rivelare che la fase più critica sia stata affrontata e superata a pieni voti in quanto le banche italiane di oggi non sono più quelle di una volta. Gli istituti, che sono riusciti a superare la crisi del 2008, si sono rafforzati grazie alle misure imposte dalla Bce e si sono preparati nel migliore dei modi alla gestione delle crisi, non solo quella scatenata dal Covid, anche se è fisiologico che gli utili di periodo siano calati rispetto ad un anno fa.

Alla luce di questo scenario, Exane ha studiato un Certificate con un basket di sottostanti bancari che coniuga rendimento e possibilità di sfruttare eventuali notizie positive anche su un solo sottostante.

Il maxicedola con effetto One Star a codice ISIN FREXA0027237 punta su Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Se a novembre tutte e tre le azioni sottostanti avranno una quotazione maggiore o uguale al 30% del livello iniziale, l’investitore riceverà una maxi cedola pari a 55 euro per ogni Certificato al lordo delle imposte (5,5% x 1000 euro).

Da dicembre si passa a cedole condizionate mensili pari a 5 euro per ogni certificato (6% annuo al lordo delle imposte) se Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm, alla data di valutazione, non perdono oltre il 35% dal livello iniziale. Durata tre anni con effetto memoria e possibilità di rimborso anticipato mensile a partire da marzo 2021.

Qui una tabella con i livelli di riferimento:

Se, ad esempio, a marzo 2021 i tre sottostanti quoteranno con un valore superiore o eguale al prezzo di emissione, il prodotto sarà rimborsato e l’investitore riceverà 1.000 euro per ogni certificato più lo stacco della maxicedola di novembre e di quattro premi mensili relativi al mese di dicembre, gennaio, febbraio e marzo. Questo permetterà all’investitore di realizzare in soli 7 mesi e sulla base dei prezzi attuali (970 eu) un rendimento di circa il 10,5% tra capital gain (1.000 euro rispetto al prezzo corrente di 970 euro) e cedole (55 euro di maxicedola e 20 euro di cedole mensili).

La barriera a scadenza è pari al 65% del livello iniziale e incorpora l’effetto One star studiato per approfittare del rialzo di anche un solo dei sottostanti. Se, infatti, a scadenza uno solo dei tre titoli si troverà sopra il livello iniziale (e gli altri due saranno sotto la barriera), salverà l’intero capitale.

Adesso analizziamo passo per passo come funziona il Crescendo Maxicedola One Star di Exane su Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm.

Maxicedola Condizionata

Se alla data di valutazione del 13 novembre 2020, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm non registrano una perdita maggiore del 30% dal livello iniziale, l’investitore riceverà un maxicedola pari al 5,5% (55 euro al lordo delle imposte per ogni certificato). La maxicedola può essere utile per compensare eventuali minusvalenze in portafoglio.

Premi condizionati mensili (a partire da dicembre 2020)

A partire da dicembre 2020, ogni mese l’investitore riceverà una cedola pari a 5 euro per ogni certificato se, alla data di valutazione, i tre sottostanti si troveranno a un livello superiore o pari al 65% del livello iniziale. La cedola condizionata mensile ha un rendimento dello 0,5% (6% annualizzato al lordo delle imposte).

Qualora i sottostanti si trovassero al di sotto della barriera del 65%, non sarà pagata nessuna cedola per quel mese. Il coupon non sarà però perso se entrerà in gioco l’effetto memoria.

Effetto Memoria

Il certificate gode dell’Effetto Memoria che permette di recuperare tutti i coupon mensili non distribuiti in precedenza. In particolare, se i sottostanti si sono trovati sotto la barriera a una delle date di valutazione, la cedola di quel mese non è persa. In caso di recupero dei sottostanti sopra ai livelli di barriera (a una delle date di valutazione successive) scatta l’effetto memoria che consente di ricevere le eventuali cedole non distribuite precedentemente oltre a quella del mese in corso.

Rimborso anticipato (a partire da marzo 2021)

Dal 29 marzo 2021 in poi se, ad una data di valutazione mensile, i sottostanti sono superiori o uguali al livello di rimborso anticipato automatico, il prodotto viene ritirato a 1.000 euro più la cedola di quel mese e, grazie all’effetto memoria, gli eventuali coupon non distribuiti.

Qualora si verifichi il rimborso anticipato del prodotto, le cedole successive non verranno pagate. In caso contrario, il prodotto continua a quotare con le stesse caratteristiche.

Rimborso a scadenza

A scadenza, nel luglio del 2023, in caso di mancato rimborso anticipato, potranno verificarsi tre diversi scenari:

• l’investitore riceverà 1000 euro per ogni certificato (100% x 1000 euro) se ognuno dei tre titoli azionari si troverà a un livello maggiore o uguale al 65% del valore iniziale.

• rimborso a 1.000 euro per ogni certificato anche nel caso di evento barriera se, a scadenza, almeno uno dei tre sottostanti azionari si troverà ad un livello maggiore o uguale al 100% del livello iniziale. È proprio questo il cosiddetto effetto One Star, che permette di ammortizzare l’evento barriera garantendo la protezione totale del capitale iniziale; 

 

• In caso contrario, se uno o più sottostanti azionari si troverà sotto al livello di barriera (minore del 35% dal livello iniziale), l’investitore riceverà un rimborso inferiore a 650 euro. In questo caso infatti, il valore finale del certificate sarà in linea con la performance del peggior sottostante azionario. Se ad esempio Unicredit avrà perso il 45% dal livello iniziale, l’investitore sarà rimborsato a 550 euro.

Mettiamo sotto la lente ogni singolo titolo

Unicredit ha una capitalizzazione di circa 17,672 miliardi di euro, gli analisti censiti da Bloomberg riportano 17 raccomandazioni Buy, 12 raccomandazioni Neutral, 1 raccomandazione Sell, prezzo obiettivo medio pari a 9,94 euro.

Intesa Sanpaolo ha una capitalizzazione pari a 35,38 miliardi di euro, gli analisti censiti da Bloomberg riportano 14 raccomandazioni Buy, 9 Neutral, 1 Sell, con un prezzo obiettivo medio pari a 2,03 euro.

Banco Bpm ha una capitalizzazione pari a 1,983 miliardi di euro, gli analisti censiti da Bloomberg riportano 6 raccomandazioni Buy, 6 Neutral, 5 Sell, con un prezzo obiettivo medio pari a 1,49 euro.

Ricordiamo, prima dell’adesione di leggere attentamente il Prospetto di Base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le Condizioni Definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza – nemmeno generica – o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente e alla perdita totale dell’investimento in caso di azzeramento dei sottostanti. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

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