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BANCA SISTEMA - Una radura nella jungla della burocrazia italiana

<p>Gianluca Garbi, amministratore delegato di Banca Sistema [BSTA.MI] e primo socio della stessa con 23% del capitale, è convinto delle potenzialità di crescita del titolo: “Non ho venduto nulla ed ho sempre comprato, anche ieri e l’altro ieri”, ha d
Intervista video all'amministratore delegato Gianluca Garbi.

Gianluca Garbi, amministratore delegato di Banca Sistema [BSTA.MI] e primo socio della stessa con 23% del capitale, è convinto delle potenzialità di crescita del titolo: “Non ho venduto nulla ed ho sempre comprato, anche ieri e l’altro ieri”, ha detto il manager nel corso dell’intervista su Le Fonti TV, ideata e prodotta da Websim.it.  Questa settimana, gli acquisti complessivi sono stati pari a 170.000 azioni, la prima tranche, di 85.000 azioni, al prezzo medio di 1,144 euro, la seconda, di pari importo, a 1,138 euro.

Oggi il titolo della società attiva nel factoring e nella cessione del quinto dello stipendio, tratta a 1,17 euro.

Garbi ha presentato e spiegato ai telespettatori le aree di attività, il loro funzionamento ed i risultati conseguiti in questi anni. C’è stato lo spazio anche per qualche chiarimento sui mini Bot, il controverso sistema di smaltimento degli arretrati della pubblica amministrazione proposto dal presidente della Commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi. 

Il tema riguarda direttamente Banca Sistema, specializzata nel recupero del credito vantato dalle aziende nei confronti del pubblico.
Garbi mette in fila il suo pensiero in questo modo.
Lo Stato può procedere già ora, con la trasformazione di un debito commerciale in un debito finanziario, attraverso i normali BOT, che hanno già un taglio molto basso (fino a 1000 euro). I crediti inferiori a questa cifra sono trascurabili. Banca Sistema non avrebbe problema a ricevere dalla PA dei BOT, immediatamente liquidabili sul mercato. Gli enti pubblici, che intendono smaltire i loro debiti commerciali, hanno anche la possibilità di andare alla Cassa Depositi e Prestiti, la quale concede, senza problemi, linee di credito a tassi ragionevoli. 

Chiarito ciò, Garbi va al cuore del problema: la riconciliazione del credito. Da una parte ci sono fatture non pagate per un totale che va da un minimo di 53 miliardi di euro, ad un massimo di 70 miliardi di euro, a seconda di chi conduce la rilevazione. Dall’altra parte, quella di chi dovrebbe saldare, ci sono solo 25 miliardi di euro di crediti. Quel che manca non se l’è portato via nessuno, la differenza la fanno i tempi burocratici di evasione della fattura, molto lunghi. E’ il processo interno a frenare lo smaltimento degli arretrati, non è un problema di strumenti.
Il manager parla con cognizione di causa, sono solo perché in passato è stato a capo delle attività di capital market con il settore pubblico di Commerz Bank in Italia, ma perché Banca Sistema, così come i soggetti del factoring, operano proprio in questo ambito, come intermediari in grado di accorciare i tempi di riscossione.

 

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